
Su una vicenda molto dibattuta interviene il dirigente scolastico, Claudio Leto
MONREALE, 29 luglio – Sulla vicenda del possibile accorpamento della scuola “Pietro Novelli” alla “Guglielmo II” interviene anche il dirigente di quest’ultima, Claudio Leto, trasferito nell’ultima rotazione dei dirigenti scolastici, avvenuta qualche giorno fa, presso l’istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Palermo.
Nella sua nota, fatta pervenire alla nostra redazione, Leto si dichiara favorevole ad un provvedimento di questo tipo, non risparmiando qualche frecciata polemica nei confronti della collega dell’istituto “Antonio Veneziano”, Beatrice Moneti. “Intervengo soltanto – scrive Leto – perché chiamato in causa dalla dirigente scolastica Moneti. In primo luogo va sottolineato che la scuola Guglielmo II è l'unica scuola monrealese ad avere locali in affitto. Da ormai 16 anni, da quando la scuola è stata "temporaneamente" trasferita in via Benedetto D'Acquisto in attesa di locali nuovi, la stessa lamenta evidenti disagi strutturali che nel tempo hanno provocato un progressivo calo di iscrizioni. In questi anni, nonostante i problemi logistici – dice ancora il dirigente scolastico – la Guglielmo II ha messo in atto una serie di attività curriculari ed extra curriculari di grande pregio, in virtù di un ottimo corpo docente e di una efficiente segreteria. Ma i numeri dicono che la scuola è sottodimensionata e quindi va accorpata ad altre scuole monrealesi.
La soluzione più ragionevole e più funzionale alle esigenze del territorio – è ancora il parere di Claudio Leto – è quella di accorpare i plessi monrealesi all'unica scuola che non è istituto comprensivo: la direzione didattica Pietro Novelli e i plessi di San Martino all'istituto comprensivo Monreale II di Pioppo. Altre soluzioni smembrerebbero in modo radicale la nostra scuola, la più antica di Monreale, e ne provocherebbero la scomparsa. Non capisco le preoccupazioni della preside Moneti – incalza Leto – la Veneziano ha una eccellente offerta formativa e non ha quindi nulla da temere.
E` chiaro che se i numeri dell'anno scolastico successivo riportassero la Guglielmo II a riavere l'autonomia scolastica ne saremmo felici. Un'ultima considerazione – conclude il dirigente – forse sarebbe auspicabile che ciascuna istituzione scolastica si preoccupasse degli interessi di tutta la popolazione scolastica e non soltanto della propria”.
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