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C’era una volta il progetto civico

| Enzo Ganci | Editoriali

MONREALE, 3 aprile – L’ingresso del sindaco Alberto Arcidiacono in Forza Italia, con tanto di comunicato stampa corredato di foto, mossa che mancava solo del crisma dell’ufficialità, segna un preciso spartiacque nella politica recente della nostra cittadina.

Segna la fine ufficiale del progetto civico, che il primo cittadino aveva presentato agli elettori (vincendo) nel 2019, che aveva poi riproposto (trionfando) nello scorso mese di giugno. Anzi, per dirla tutta, ne rappresenta con ogni probabilità la pietra tombale. Per usare un’efficace espressione più volte pronunciata a Monreale, deduciamo che i partiti non si sono fermati alla Rocca, ma sono in piazza Vittorio Emanuele, sotto il “Pupo”.

Arcidiacono, di conseguenza, non sarà più il sindaco della lista civica “La Nostra Terra”, ma lo sarà sotto l’egida forzista a tutti gli effetti. Ancora, formalmente, i gruppi consiliari “a dimensione paesana” sono presenti in aula consiliare, ma “scura c’agghiorna” il tentativo di costituire il gruppo di Forza Italia, come si è affrettato ad annunciare ieri lo stesso primo cittadino, prenderà forma decisamente.

Pur non avendo preso parte direttamente alle interlocuzioni preliminari tra il sindaco e i rappresentanti del suo nuovo partito, non crediamo di andare molto lontani dalla realtà dicendo, anzi, che la costituzione del gruppo sarà stata uno dei primi impegni assunti di fronte al coordinatore regionale di Forza Italia, Marcello Caruso, al presidente della Regione Renato Schifani, nonché al vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè. Non a caso i tre esponenti politici citati da Arcidiacono nella sua nota ufficiale.

Semmai, qualora – come sembra – il gruppo dovesse essere costituto, l’impresa più grossa sarebbe quella di tenerlo compatto, alla luce dei non sempre idilliaci rapporti reciproci - anche personali - dei singoli componenti (anche lunedì in aula se ne è avuta ampia conferma) e soprattutto alla luce del fatto che ogni singolo consigliere (o gruppetto di essi) fa capo e risponde ad un referente diverso: chi al presidente del Consiglio comunale, Marco Intravaia, chi all’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, chi al deputato regionale Gaspare Vitrano, giusto per citarne qualcuno. Probabilmente, quindi, la partita più difficile Arcidiacono dovrà giocarla su questo campo.

Per il resto il tramonto dell’esperienza civica, in favore del ritorno ai partiti tradizionali, lo avevano anticipato il Partito Democratico e la Democrazia Cristiana prima dell’ultima tornata amministrativa, presentandosi ai nastri di partenza sotto i loro simboli ufficiali, ottenendo pure i loro scranni in Consiglio (due il Pd, cinque la Dc). Così come la scelta di correre sotto il proprio simbolo l’aveva fatta pure Fratelli d’Italia, salvo naufragare miseramente con un risultato elettorale che definire modesto sarebbe riduttivo.

In tutto questo, chi opta per restare com’è, è il Mosaico che (ad oggi) continuerà a chiamarsi così e a costituire un gruppo assestante. Anche se in politica, come nel calciomercato, ciò che vale oggi potrebbe non valere domani. Come, sempre: staremo a vedere.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 3 aprile – L’ingresso del sindaco Alberto Arcidiacono in Forza Italia, con tanto di comunicato stampa corredato di foto, mossa che mancava solo del crisma dell’ufficialità, segna un preciso spartiacque nella politica recente della nostra cittadina.

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