Quando nel 1866 Giuseppe Pitrè salvò la sua raccolta di proverbi siciliani

Fu durante la cosiddetta rivolta del “sette e mezzo” che coinvolse anche Monreale

Nel corso della cruenta rivolta palermitana detta del “Sette e mezzo” perché durò sette giorni e mezzo (e della quale il 15 settembre si è celebrato il 153° anniversario), una massa di oltre trentamila persone, delusa dalle promesse post-unitarie e soffocata dalle tasse e dalla miseria, mise a soqquadro la città. Il governo, per tutta risposta, proclamò lo stato d’assedio e inviò a Palermo 40 mila soldati.

Francesca Serio, una madre-coraggio del Novecento siciliano

Presentato oggi il libro di Franco Blandi nell’ambito delle iniziative Unesco

MONREALE, 28 settembre – Sono giorni di notevole interesse culturale nella cittadina normanna, eventi patrocinati in primo Luogo dall’Unesco. Si è svolta oggi pomeriggio la presentazione del Libro: “Francesca Serio” ad opera dell’autore Franco Blandi, presso Casa Cultura Santa Caterina.

La settecentesca impostura del ''Consiglio d’Egitto'': ecco cosa successe

Il romanzo-capolavoro di Leonardo Sciascia, oggetto della lucida riflessione dello scrittore e docente monrealese Salvino Caputo, si sviluppa, a mio avviso, partendo da due questioni fondamentali: 1)l’impostura della storia, notoriamente e oppressivamente caratterizzata dal dominio dei baroni del feudo e dalle alte gerarchie ecclesiastiche, di cui l’inganno ordito dall’abate Vella altro non è che un furbesco rovesciamento;2) le idee illuministe e riformiste del giovane avvocato Francesco Paolo Di Blasi che pagò il suo tentativo rivoluzionario di modernizzare la Sicilia con l’arresto e la condanna a morte (fu decapitato nell’odierna Piazza Indipendenza nel lontano 1795).

Amarcord, quel successo all’Opera di Parigi con Mario Del Monaco

In coppia con Antonietta Stella sbancò il teatro parigino

In questa parte seconda del mio articolo dedicato al Teatro Massimo di Palermo, attraverso il mio vissuto di voce solista nel coro delle voci bianche, a partire dal 1959 fino al 1963, cercherò di rievocare alcune opere liriche che mi hanno particolarmente emozionato e coinvolto inverosimilmente.

Sessant’anni fa debuttavo come voce solista al teatro Massimo

Un amarcord ed un omaggio attraverso il mio vissuto

Se dovessi casualmente ripercorrere a ritroso nel tempo il mio vissuto e background, mi fermerei all’anno 1959 perché è stato l’anno del mio esordio e debutto come voce solista nel coro delle voci bianche, presso il Teatro Massimo di Palermo.

Il bandito Giuliano, la taglia del ministro e la controtaglia-beffa ordita da Turiddu

In sette anni (1943-1950) d’intensa attività criminale, Salvatore Giuliano e la sua banda hanno commesso, con cinismo e ferocia, una serie di raccapriccianti delitti mentre la Sicilia, in cerca di una nuova identità, si dimenava fra devastazioni post-belliche, occupazione anglo-americana, mercato nero, gravi tensioni politiche, riemersione della mafia, violenze, torbide connivenze di potere e tragedie sociali di ogni tipo.

Un omaggio fraterno al mitico Francesco Nuti e alla figlia Ginevra

Ritornare a scrivere su Monreale News del direttore Enzo Ganci, i miei articoli di letteratura italiana, europea e mondiale, di cinema, teatro, politica, società, mi riempie il cuore di gioia e mi consente di ricaricare le pile della mia amigdala, troppo stressata dal caldo afoso di questa nostra estate burina e colma di contraddizioni sul piano ecologico, incendi e distruzione del nostro patrimonio boschivo, e sul piano politico nazionale, crisi di governo e risoluzioni in corso.

L’insostenibile leggerezza dell’essere, qualunquisti e quaquaraquà

Omaggio e chapeau a Milan Kundera e Leonardo Sciascia. Quaquaraquà è una funzione fonosimbolica che Sciascia ha mutuato dalla lingua siciliana e richiama il verso delle oche giulive e delle anatre pazze che starnazzano impunemente come tante donne ed uomini poco affidabili che si riversano lungo le strade dei nostri paesi, per lamentarsi e dire peste e corna di chicchessia.

Che camurrìa che è la morte, Andrè…

Ciao Andrè, o forse meglio Nenè, come ti conoscono a casa. Ti risparmio il "Maestro" perché so bene che potresti arrabbiarti. Lo dici sempre che ti fa sentire un vecchio solenne e tardo. Ma che vuoi farci.. il tempo è cornuto e passa per tutti. Che camurrìa che è la morte, Andrè. Anzi che grandissima rottura di cabbasisi.