Lacrime e abbracci per il medico che va in pensione: Pioppo saluta Toti Gullo

Oggi il commiato dopo 43 anni di attività nella frazione. LE FOTO

MONREALE, 24 gennaio – Che ci potesse scappare qualche lacrimuccia era più che scontato. Anche lui, nonostante l’aria da burbero, è un uomo con i suoi mille sentimenti. Così come era scontato che tutta la frazione di Pioppo mostrasse il suo affetto nei confronti del medico di famiglia, che dopo ben 43 anni di attività nella frazione, cede la mano per sopraggiunti limiti di età.

Con il raggiungimento dell’invidiabile traguardo dei 70 anni, Toti Gullo va ufficialmente in pensione. Da domani il suo posto sarà occupato da Giuseppe Antista, che l’Asp di Palermo ha nominato quale successore.
Ad attendere l’ex sindaco, attuale consigliere comunale di Alternativa Civica, oggi, però solo in veste di medico, nel salone della scuola “Margherita di Navarra”, una scuola fortemente voluta proprio da Gullo ed iniziata durante il suo mandato, c’era davvero tanta gente, pronta ad abbracciare il proprio medico, una figura che, molto spesso, diventa uno di famiglia, una persona a conoscenza di tante problematiche personali e familiari.
C’era il sindaco Piero Capizzi, legato a Gullo sia sotto l’aspetto politico che professionale, dal momento che è pure uno dei suoi assistiti. C’erano, la moglie Lea Giangrande, il figlio Ninni, l’assessore Mimmo Gelsomino, il consigliere comunale Pippo Lo Coco (altro paziente di Gullo), c’era il presidente della circoscrizione di Pioppo, Andrea D’Alcamo.


Dopo i saluti e le parole di encomio, tutti gli occhi si sono puntati sul festeggiato. Lui, non senza commozione, ha ringraziato tutti. “Vi lascio ad un egregio professionista e se io sono stato un vostro amico, lui mi supererà – ha detto parlando del suo successore –. Il mio pensiero va a tutti i miei pazienti, soprattutto a quelli che non ci sono più e a quelli che non sono qui. Alcuni di loro non possono uscire da casa ed è a loro che mi sento particolarmente legato. Di Pioppo ho imparato ad apprezzare il forte senso di appartenenza che lega tutti i pioppesi al loro paese, un senso di appartenenza che non c’è altrove. Qui tutti si sentono componenti della comunità. Un giorno mi piacerebbe che se qualcuno dovesse chiedere ai miei figli cosa ho fatto io nella vita, loro rispondessero: mio padre non ha fatto il medico, ha fatto il medico a Pioppo”.

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