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Amministrative 2019, via alle “trattative” per gli apparentamenti in vista del ballottaggio

Sul piatto i voti di Mosaico, Lega e Forza Italia

MONREALE, 30 aprile – Metabolizzato il risultato elettorale, che ha decretato la disputa del ballottaggio del 12 maggio prossimo tra Alberto Arcidiacono e Piero Capizzi, per le forze politiche monrealesi, ma più in particolare per i due candidati “superstiti” è già tempo di aprire confronti e ragionamenti in vista del secondo turno.

Il ballottaggio, che arriva sempre due settimane dopo la celebrazione del primo turno, è preceduto - si sa - da trattative febbrili, da sondaggi, proposte, a volte anche liti, finalizzate a presentarsi al confronto decisivo nelle condizioni numeriche potenziali che si reputano migliori.
Non prendendo in considerazione le forze politiche che non hanno superato lo sbarramento del 5%, anche se queste, vuoi o non vuoi, per quanto piccolo, un indirizzo non ufficiale potranno darlo pure, è il caso in questa sede di esaminare la posizione di quelle entità politiche che, seppur escluse dal ballottaggio, potranno essere determinanti, in un senso o nell’altro, ai fini del risultato del 12 maggio.


Fra queste, lo sguardo in primo luogo non può andare che a “Il Mosaico”. Il gruppo di Roberto Gambino ha brillantemente superato la prova del voto, risultando la seconda lista cittadina. Ovvio che i suoi voti, soprattutto alla luce del fatto che la lista è risultata compatta, fanno gola a tutti. Questa compattezza, però, dovrà dimostrarla anche adesso, cosa non facile. Al suo interno, infatti, il gruppo Gambino sembra avere posizioni discordanti ed un serrato ed approfondito confronto politico interno sarà quanto mai necessario. Se ci sono degli esponenti che vorrebbero aggregarsi ad Arcidiacono, ci risulta che ce ne siano degli altri che invece preferirebbero Capizzi. Toccherà quindi a Gambino trovare una sintesi per venire fuori con una posizione capace di coprire la più vasta area possibile del suo gruppo. Nelle prossime ore, dopo quelli di ieri sera, i contatti proseguiranno: tutto dipenderà dal “progetto” che i due candidati sindaci ancora in corsa sapranno prospettare a “Il Mosaico”.
Ma, appare opportuno ricordare, che l’adesione del gruppo Gambino ad uno o ad un altro schieramento dipende anche e soprattutto da ciò che farà la Lega. Dando per escluso che il Carroccio possa confluire sotto i simboli che hanno fin qui sostenuto Capizzi, l’unica strada che i leghisti potrebbero intraprendere, a meno di non scegliere di restare in mezzo al guado, è quella che porta dalla parte di Alberto Arcidiacono. E ciò per ragioni in primis utilitaristiche. Senza apparentamento e quindi senza possibile premio di maggioranza i salviniani rischierebbero di lasciare fuori dal Consiglio comunale, Giuseppe Romanotto, proprio il candidato sindaco che ha ottenuto un buon risultato personale. Ecco quindi che saltare il fosso e aggregarsi allo schieramento dell’attuale capoclassifica apparirebbe come scelta saggia. Ed anche qui le interlocuzioni sono diventate già fitte.
Ma come reagirebbero, avendo come compagni di navigazione i leghisti, coloro che di Salvini non ne vogliono sentire nemmeno l’odore? Sarebbe facile far ingoiare il simbolo di Alberto da Giussano ai giovani che hanno accompagnato fin qui il cammino di Roberto Gambino? O a Silvio Russo, storico esponente della sinistra a Monreale, fra i grandi elettori di Arcidiacono di questa tornata? Tutti interrogativi interessanti, sui quali si aprirà un confronto serrato.

Capitolo Caputo. Così come il due volte sindaco ha osservato proprio ai microfoni di Monreale News, non ha funzionato bene la sinergia fra il candidato sindaco e le liste a lui collegate. Delle tre che lo sostenevano una è naufragata (Uniti per Monreale), le altre due (Forza Italia e Per Monreale Caputo sindaco) hanno superato lo sbarramento del 5%, ma non in maniera brillante. Anche qui conteranno tante le fredde logiche numeriche, considerato pure che fra gli esclusi c’è il consigliere comunale Giuseppe Guzzo, il cui “recupero” sarà argomento importante e sarà certamente messo sul piatto in vista di possibili apparentamenti.
Tutto questo se a prevalere dovesse essere la testa. Se invece le scelte dovessero essere dettate dalla pancia, potrebbero pesare le diatribe e le accese schermaglie per l’attribuzione del simbolo di Forza Italia prima dell’avvio della campagna elettorale o le parole, a volte pesanti, pronunciate sul palco fino a qualche giorno fa.
Argomenti oggetto di discussioni che animeranno questi giorni, in cui la Festa del SS.Crocifisso farà da contraltare all’agone politico e che cercheremo di raccontarvi con l’attenzione di sempre.

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