

Di bugie, falsità e imbrogli, come di trasformisti e voltagabbana, la politica di ogni tempo e di ogni livello istituzionale è stata sempre dovunque piena.
La Monreale peggiore, quella che fa più vergognare, conformista dai capelli arruffati fino alle unghia incarnite, ovviamente del piede destro, non ha fatto, né fa eccezione.
Assistere però alle gesta spregiudicate di questi giorni che vedono protagonista il sindaco ritenuto dai fan più accaniti “un angelo venuto dal cielo”, per altri più prosaicamente Alberto Arcidiacono “cado dalle nubi”, lasciano davvero allucinati, meglio “alluccuti”, e portano ad una sola conclusione: non c’è più morale, non c’è più argine né limite all’indecenza, alla vergogna ed alla spudoratezza.
Dopo essersi aggiustato la cravatta e schiarito la voce ha comunicato: “cum magno gaudio nuntio vobis che entro in forza Italia”. La novità è che non c’è stato il boato di approvazione ed acclamazione che i neo forzisti si aspettavano. Anche il popolo bue a volte si rende conto che il troppo è troppo. In effetti, Arcidiacono, ha detto ai cittadini in tutte le salse e per tutta la campagna elettorale e fino all’altro ieri che il suo “è un progetto Civico”.
Ha dato pure ad intendere che lui fosse il cavaliere vendicatore venuto contro la partitocrazia, al punto da rifiutare il simbolo di Fratelli d’Italia, e riuscire nel capolavoro di “impupare” una narrazione credibile, fatta su misura per chi ha meno strumenti di decodifica o più semplicemente per chi per convenienza è solito bere tutto l’imbevibile, dall’acqua al cloro iperdosato che troppo spesso scorre nei nostri rubinetti, alle meno ricercate “spremute di cannavazzo” che per l’occasione si fanno andar giù meglio di un cicchettino di grappa molti clientes o i soliti ascari.
Oggi però, come nel racconto del re nudo, la città, anche quella più reazionaria ed assopita, fa i conti con la nudità del sindaco. Chissà cosa si dirà nei prossimi giorni al suo avanti e indietro lungo la “Varanni”! Beninteso, non c’è nulla di male ad aderire ad un partito. Anzi, l’impegno in un partito è, quando sincero e genuino, una delle forme più alte di impegno sociale e civile. Personalmente ho dedicato gran parte della mia vita dentro il mio partito e so cosa significhi.
Allora dove sta lo scandalo? La gravità del comportamento di Arcidiacono sta nell’aver detto l’esatto opposto in campagna elettorale. Ha, cioè, carpito il consenso di molti elettori con argomenti e promesse palesemente false, dette in piena coscienza di mentire.
Credo che molti elettori di centrosinistra, che lo hanno pur votato in quell’83% di bulgari consensi, oggi sapendo di essere stati ingannati, siano parecchio incazzati di aver votato un sindaco che adesso butta giù la maschera dell’ipocrisia e si dichiara di Forza Italia. Sarebbe occorso un atto di onestà e dirlo a suo tempo, manifestando la propria vera identità.
Oggi, pertanto, affiora nella sua interezza un grande inganno ordito probabilmente non da solo ma con più complici. Nei prossimi giorni si capirà meglio. Basterà verificare se ci saranno reazioni degne di nota o se si allungherà il numero dei boccali di “spremute di cannavazzo” a più riprese trangugiate.
Aver partiticizzato l’amministrazione, inoltre prelude a nuovi scenari. Si possono intuire prossime candidature per livelli istituzionali superiori, nella speranza di nuove poltrone da occupare, magari in vista di ulteriori traguardi. La politica per la politica e l’auto celebrazione. Ovviamente, la durata di 5 anni di questa amministrazione è sempre più incerta, a dispetto di quanto scrivevano nei manifesti elettorali. C’è da augurarsi di essere smentiti. Intanto, non credo che questi signori possano negare che avevamo ragione quando gridavamo all’inganno perché il progetto di Arcidiacono & Co. era un subdolo progetto cinico, piuttosto che un progetto civico.
Ma il pessimo sapore di beffa resta. Anzi, tutto diviene amarezza se si considerano le condizioni di degrado in cui la città è stata risucchiata. Al cimitero ormai ci sono a deposito costantemente circa 150 salme e i tempi di sepoltura non sempre seguono il criterio cronologico ma quello clientelare; i topi letteralmente ballano per le vie mentre l’amministrazione è assente; le buche delle strade ormai sembrano crateri di vulcani; giorno dopo giorno sono più le attività commerciali che chiudono rispetto a quelle che aprono, consegnando il grido disperato di una città morente.
Ma ormai all’arroganza non c’è più limite, né argine se si confonde perfino il porco con il porcaio e si tolgono 4.000 euro alla consulta giovanile con voto unito e compatto innanzitutto del partito del sindaco che, adesso apprendiamo che si appresta alla transumanza rigeneratrice. Ha detto bene Abraham Lincoln: “Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre.” Ne tenga conto, se può, signor sindaco.
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