Studio Radiologico Gargano

Ripensando al Natale...

Le preghiere e le canzoni del periodo natalizio delle nostre nonne

Le strade affollate, le vetrine scintillanti, il caos dei negozi e delle autovetture, la fretta degli ultimi acquisti, i preparativi di pranzi e cene particolari, gli addobbi e l'illuminazione delle case e delle strade fanno parte sempre più delle abitudini natalizie, sono di rigore, guai se non ci fossero, non ci sembrerebbe Natale. Il popolo nei secoli ha inventato le sue orazioni e la preghiera popolare semplice, ingenua, spontanea, si è tramandata per generazioni, esprimendo la devozione ed il fervore religioso spesso in forme sgrammaticate o illogiche, ma certamente autentiche.

Quante volte l’abbiamo detto (o ascoltato)!... - IV puntata -

Colpe, punizioni e pretese educative

La vita non è facile, si sa, e la natura umana non é perfetta; le colpe, gli errori riempiono la storia e richiamano punizioni. Il problema educativo si impone e ciascun educatore cerca di risolverlo a modo suo. Nelle locuzioni e nei proverbi antichi, assolutamente fuori dalla psicologia di oggi, colgo una severità e talvolta una forma di violenza più o meno trattenuta che conosco perché sto osservando il mondo da molto tempo (antica sono pure io) e che condivido parzialmente, pur riconoscendone la fondamentale ed amara verità di contenuto.

Quante volte l’abbiamo detto (o ascoltato)!... - III puntata -

Tra disavventure, avversità e... cose turche

Contrarietà, dispiaceri, guai e seccature farciscono la vita di tutti in maggiore o minore misura. Ci sono periodi, poi, in cui sembra che tutte le forze negative si coalizzino contro alcuni malcapitati, ma, a ben guardare, ci si rende conto che nessun momento dell’esistenza è del tutto privo di qualche aspetto sgradevole: il dolce e l’amaro spesso coesistono in modo singolare e noi diciamo filosoficamente: “È la vita!”.

Commemorazione dei defunti: ovverosia la "Festa dei morti"

Ricordi e tradizioni di una festa quasi desueta, ma sempre suggestiva

L’espressione “Festa dei morti” può suonare contraddittoria e irriverente a chi la considera solo dal punto di vista logico, ma gli abitanti della Sicilia sanno bene che questa triste ricorrenza è celebrata in modo del tutto insolito e trasformata in una giornata di festa, appunto, attesissima dai bambini che riceveranno doni e dolci dai genitori, i quali li faranno passare come un regalo affettuoso dei parenti defunti.

Quante volte l’abbiamo detto (o ascoltato)!... - II puntata -

Le metafore del nostro linguaggio quotidiano

Le locuzioni di questa puntata sono sostanzialmente dei paragoni, delle somiglianze e dunque delle metafore che trasferiscono in ambito semantico differente i significati primari. Ma la metafora, si sa, è la regina delle figure retoriche e se ne fanno di più in una giornata di mercato, tra il cicaleccio degli avventori, che in un trattato di retorica, tra la spocchia dei sapientoni o gli sbadigli degli studenti.

Avventuriamoci:

Quante volte l’abbiamo detto (o ascoltato)!...

Una... "carrettata" di vecchi detti popolari

La lingua siciliana è ricca di espressioni figurate o colorite che aiutano a rendere appieno il pensiero con sfumature talvolta intraducibili nella corrispondente locuzione italiana. Quelle che propongo riguardano l’ambito della laboriosità, della solerzia o dell’indolenza. Nascono da riflessione antica sull’affannarsi degli uomini per raggiungere uno scopo o sul loro tentativo di sfuggire all’attività e all’impegno: atteggiamenti antitetici, ma compresenti in tutte le epoche, le società, i gruppi, le famiglie e talvolta… le persone! Chi è senza peccato…

La religione: le preghiere antiche

Orazioni tramandate per diverse generazioni

Nel popolo monrealese è vivo il sentimento religioso e le manifestazioni che lo esprimono sono numerose e riguardano ogni aspetto della vita. Non si dimentichi che Monreale è nata col Duomo ed è stata per secoli potentissimo feudo della Chiesa.

Il culto verso Dio, la Madonna e i Santi è ancora abbastanza praticato in forme varie che vanno dalle cerimonie nei luoghi sacri (le chiese in funzione, prima numerosissime, oggi meno, testimoniano l’affluenza popolare) alle processioni, alle pie pratiche pubbliche e private.

Il popolo nei secoli ha inventato le sue orazioni e la preghiera popolare semplice, ingenua, spontanea, si è tramandata per generazioni, esprimendo la devozione ed il fervore religioso spesso in forme sgrammaticate o illogiche, ma certamente autentiche.