Amarcord: i sindaci che cambiarono il centro storico

Da Girolamo Mirto nel 1861 a Toti Gullo nel 2005, carrellata di chi contribuì al miglioramento dell'area turistica

MONREALE, 1 dicembre - La deputazione guidata dal sindaco Girolamo Mirto durante il suo mandato del 1861 segnò uno dei punti più significativi motivi in difesa della città di Monreale . E lo fece assegnando l’incarico di pavimentare le piazze e le strade dell’abitato ,all’architetto Giovan Battista Filippo Basile.

Il materiale usato fu il “Billiemi “, pietra dura e resistente che diede agli ambienti del centro e delle strade adiacenti un adeguato abito ai prospetti del duomo, monastero dei Benedettini ed antiche abitazioni. Il Tritone collocato da Basile è successivo: quando disegnò la piazza principale non era destinato a Monreale . Fu il Rutelli di origine catanesi a proporre questa statua che non ha trovato collocazione a Roma ma in un disegno di sistemazione assieme alla via Roma a Monreale per volere del Basile. Oltre al centro, il progetto Basile prese piede nel pavimentare “Via Ranni” ( poi via Pietro Novelli” ) per onorare la pregevole facciata ad andamento sinusoidale l’ex Ospedale Civico Santa Caterina. Una pavimentazione che dava tutti gli aspetti al cassero destinato alle vetrine e con un principio non secondario nell’ospitare la corsa dei cavalli durante i due primi giorni di maggio, festa del SS .Crocifisso.


Nel 1935 fu il Podestà Raffaele Di Salvo a creare la piazzetta “Arancio”, facendo abbattere un vecchio caseggiato che fungeva da Monte di Pietà per la povera gente, che per vivere impegnava qualcosa di caro. Nasceva al centro la fontana rotonda con tanto di fascio che si rileva ancora oggi. Mentre nel 1946, a guerra finita, fu il Commendatore Prefettizio Andrea Costanzo a dare il nome alla piazzetta in onore del socialista Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti dopo un intervento a Montecitorio contro Mussolini. Ma fu il Commendator Salvatore Di Cristina nel 1952 a dare vita all’acquedotto comunale, collocando sotto terra l’impianto idrico non badando a come rimettere a posto le “balate” frantumate, ricoperte di asfalto. Bisogna poi arrivare al 1965 con il sindaco Bino Li Calsi, che impegnò i suoi tre anni alla difesa dell’ambiente: intanto facendo abbattere tutti i chioschetti abusivi sparsi per le vie principali di Monreale e chiamando l’urbanista Giovanni Astengo a redigere il piano regolatore generale.

Nel 1987, poi, fu il sindaco Enzo Giangreco a prendere atto di un nuovo movimento turistico con la realizzazione del parcheggio per cento auto a valle del duomo. Ma fu, infine nel 2005 il sindaco Toti Gullo a difendere un provvidenziale finanziamento europeo di oltre 3 milioni per rilanciare il turismo di oltre e a ripristinare il tormentato basolato . Adesso si attendono altri impegni per dare alla città del duomo la sua collocazione per rilanciare l’economia, usufruendo della ricchezza evidente di chi viene spontaneamente a pagarsi un viaggio per visitare anche Monreale.

Commenti  

#1 Vittoria F 2018-12-01 10:04
Dopo tanta storia e citazioni di nomi " illustri" ...
Un "pugno nell'occhi" Vedi foto, C/ automezzi di trasloco ...
... La "sensibilità" di tutti e di nessuno sotto le "BALATE" E'marciapiedi mal ridotte, sporche, datate,usurati e lasciate all'inteperie nel tempo,
certo, di ciò, che oggi; L' Architetto GBFB,(almeno LUI) non avrebbe nulla di cui andare "fiero"!
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