Realizziamo una stele per ricordare i nostri caduti della Grande Guerra

La associazioni “Venero Monreale”, “Liberi di Lavorare” e l'Osservatorio per la Legalità “Giuseppe La Franca” sollecitano l’amministrazione comunale

MONREALE, 9 novembre – Un’azione coordinata perché venga collocata presso il monumento ai caduti di piazza San Castrense una stele commemorativa con i nomi dei 152 cittadini monrealesi, caduti durante la Prima Guerra Mondiale, con lo scopo di far restare a loro memoria nella collettività e non consegnarla all'oblio del tempo.

È questo ciò che propongono l’associazione “Venero Monreale”, guidata da Giuseppe Magnolia di concerto con l'associazione “Liberi di Lavorare” guidata da Biagio Cigno e con l'Osservatorio per la Legalità “Giuseppe La Franca”, guidata da Claudio Burgio. L’iniziativa nasce dopo il paziente lavoro di ricerca di Salvo Versaci, componente del direttivo dell’associazione “Venero Monreale”, che ha individuato tutte le 152 vittime monrealesi cadute nel corso della grande guerra.
Le associazioni promotrici si avvarranno dell'allestimento floreale gratuito offerto dalla ditta floro-vivaista Medinilla Flowers per ciò che concerne l'arredo delle aiuole ove è allocato il monumento ai caduti, non solamente per la ricorrenza del 4 novembre, bensì per tutte le ricorrenze civili che si avvicenderanno durante tutto l'anno (2 giugno - Festa della Repubblica; 25 aprile – Festa della Liberazione).


“Il l prezzo che il Paese pagò – afferma Biagio Cigno – in termini di vite umane e di beni materiali, fu enorme: più di un milione (tra militari e civili) furono i morti e ingenti danni sia all'economia che alle strutture e infrastrutture si ebbero nelle zone che furono teatro di combattimenti. Con la coscrizione obbligatoria, tanti contadini, operai, artigiani, piccoli commercianti lasciarono la casa e la famiglia per “difendere il sacro suolo della Patria. Tantissimi di essi – prosegue – non fecero più ritorno e tanti familiari non ebbero una tomba su cui piangere i propri congiunti per via dei troppi “militi ignoti” via via ritrovati sui campi di battaglia. Intere generazioni vennero cancellate, lasciando nello sgomento i familiari che vedevano in loro la speranza per un futuro migliore e i continuatori delle attività produttive familiari”.

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