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Il Monreale scrive la storia! A Bagheria arriva la qualificazione alle ''final four'' di Coppa Italia

Ai normanni bastava un pareggio: quel 2-2 regala il sogno. LE FOTO

MONREALE, 4 dicembre – Sembrava impossibile, sembrava un'impresa titanica, sembrava utopia, sogno e magia. Signore e signori, invece no. Tutto, ma proprio tutto, oggi è reale. Il Monreale C5 espugna la roccaforte del Bagheria Città delle Ville e con il solo pareggio per 2-2 accede - per la prima volta nella storia del futsal monrealese - alla fase finale della Coppa Italia. 

Una partita da dentro o fuori per tutte e due le formazioni: il Bagheria, risultati precedenti alla mano, aveva l'assoluto bisogno di consegnare al popolo di casa il risultato; il Monreale, invece, proveniente da un sordido 7-2 in casa contro il Redentino, poteva contare sulla gestione della partita, magari portandosi in vantaggio e da lì in poi imporre le proprie idee, il proprio ritmo, muovendo l'avversario. Per passare il turno, infatti, era sufficiente solo un pareggio, oltra alla vittoria. Il canovaccio di gara, almeno fino alla metà del primo tempo, si riassume facilmente in una sola parola: "blocco". Le due compagini si fronteggiano a viso aperto, senza paura o timore (non servono in serate come queste), arrivando molte volte al tiro - sia da una parte che dall'altra - ma senza mai impensierire sufficientemente gli estremi difensori. 

Il Bagheria però è fisico, scalcia, spinge e strepita. Vuole il vantaggio, vuole la palla, vuole metterla subito nella giusta direzione. Ma il direttore di gara fischia ben cinque volte e alla sesta irregolarità ecco il tiro libero per i bianco-azzurri. Sul dischetto va lo specialista, Hamici, che nemmeno guarda Immesi. Un attimo dopo è rincorso dai compagni, sotto il settore festante ricolmo dei propri tifosi. E' 1-0 alla fine della prima frazione. 

I minuti iniziali della ripresa dicono Bagheria: una palla alzata a campanile, da calcio d'angolo, permette a D'Orio di coordinarsi come se fosse la cosa più facile del mondo e lascia partire un missile terra-aria che Di Maria spegne col piede. Un contrasto a centro campo sradica il pallone dai piedi monrealesi e permette ai neroazzurri di ripartire veloci. A quel punto Sposito punisce la difesa sguarnita del Monreale, insaccando l'1-1. E' solo l'inizio dello spettacolo. Linee di passaggio pulite, scarichi, sponde e scambi di posizione: i ragazzi di casa, cavalcando l'onda di un entusiasmo ritrovato, volano verso il sogno, lo sentono vicino alle loro mani e infine lo afferrano proprio con la botta di sinistro di Montevago che, da vero numero dieci, si carica la squadra sulle spalle e al 17' la trascina verso l'obiettivo. 

Ormai è il 32'. La partita è finita, andata, archiviata. Persa. Ma il concetto di tempo nel Calcio a 5 non esiste. Si dilata, si estende, si modella. E solo chi è campione dentro la decide in quegli istanti che diventano ore. Marchese vede tre difensori, ne immagina uno. Li salta come fossero birilli. Sposta il pallone sul destro. Lascia andare la gamba, nelle cui vene non scorre più sangue ma solo adrenalina. Calcia. La palla in fondo alla rete è una firma, un marchio, indelebile su un libro (quello della Storia) che questi uomini hanno saputo scrivere con gesta eroiche. C'è ancora una pagina bianca in fondo, limpida, pura e intatta. Per la prima volta una squadra monrealese supera l'ostacolo dei triangolari e approda alla fase finale della Coppa Italia. Il resto? La mano è calda, le idee ci sono. Non resta che scrivere. 

 

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