Caputo - Orizzontale 2019

Il rispetto delle regole per vincere la cultura mafiosa: se ne è parlato oggi alla scuola Novelli

L'incontro nell’ambito del progetto “IO con Te = Noi”, promosso dall’associazione “Giuseppe Bommarito Contro le Mafie”

MONREALE, 14 gennaio – Nell'aula magna della scuola “Pietro Novelli” stamattina si sono incontrati gli alunni dello stesso istituto della scuola Guglielmo II e del liceo Basile-D’Aleo, nell’ambito del progetto “IO con Te = Noi”, promosso dall’associazione “Giuseppe Bommarito Contro le Mafie”, presieduta dalla figlia dell’appuntato dei carabinieri ucciso nell’agguato di via Scobar a Palermo nel giugno il 13 giugno 1983, assieme al carabiniere Pietro Morici e al capitano Mario D’Aleo.

L’incontro, su richiesta di Francesca Bommarito, è stato da subito condiviso dalle dirigenti scolastiche Chiara Di Prima e Concetta Giannino che hanno organizzato l’evento.
Di fronte di un pubblico giovanile, attento ed in rigoroso silenzio, ha portato il saluto l’amministrazione comunale con il vice sindaco Giuseppe Cangemi e l’assessore alla Pubblica Istruzione Serena Potenza per poi passare la parola alla dirigente Chiara Di Prima che ha illustrato l’iniziativa, esplicitando che occorre ed è basilare fare memoria e che la memoria, soprattutto tra i giovani, venga perpetuata e mai dimenticata.


Hanno inoltre preso la parola Francesca Bommarito presidente dell’associazione che nel suo intervento ha ribadito il concetto che le mafie temono di più le aule scolastiche che le aule giudiziarie, mentre la dirigente Giannino nel suo intervento ha affermato che alla base di ogni concetto di legalità ed antimafia necessita il rispetto delle regole.
Sempre presente in queste occasione l’Arma dei Carabinieri con il capitano Guido Volpe, comandante della Compagnia di Monreale.
Erano anche presenti il figlio Salvatore Bommarito ed il nipote Ivan come pure Claudio Burgio, pesidente dell’“Ossservatorio della Legalità Giuseppe La Franca” e Biagio Cigno, presidente dell’associazione antiracket ed usura “Liberi di Lavorare”.

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