La raccolta differenziata vista dai ragazzi

Tre studenti della scuola Veneziano parlano della loro esperienza scolastica

MONREALE, 26 marzo – La passeggiata didattica, organizzata per alcune classi prime della scuola media Antonio Veneziano, fra le vie di Monreale coinvolte dalla raccolta differenziata, ha lasciato il segno e contribuito al dibattito che, in questi giorni, anima e appassiona i monrealesi.

L’istituto, sensibile alle tematiche di tutela ambientale e sempre pronto a recepire le istanze che si levano dal territorio, ha colto l’opportunità di spiegare e dibattere con gli studenti i risvolti tecnici, ma anche culturali della raccolta differenziata. Così la dirigente Beatrice Moneti ha promosso un incontro informativo con l’assessore Giuseppe Cangemi e un percorso didattico fra la Monreale che differenzia, guidato dagli insegnanti Luisa Li Manni, Romina Lo Piccolo e Salvo Rasa. Iniziative che hanno spinto alcuni studenti a scrivere proprie considerazioni sulla raccolta differenziata.

 

Ho pensato che la differenziata rende il mondo migliore e fa la differenza fra una città più bella o più brutta, perché rende l’ambiente più pulito e vivibile migliora anche le persone che la fanno e i politici che la organizzano. La cosa brutta è che alcune persone non vogliono farla per pigrizia o per ignoranza e non capiscono l’occasione che perdono, così i Vigili e i Carabinieri sono costretti a fare le multe. Ma la differenziata è un’opportunità per noi e per quelli che abiteranno la Terra dopo di noi, perché dagli oggetti che noi buttiamo e che possono inquinare l’ambiente per tanti anni, come la plastica, si possono ricavare tante cose utili.

Gabriele Pecoraino, I C

Secondo me si potrebbero inventare delle macchine da mettere al posto dei contenitori, capaci di distruggere i rifiuti e ridurli in parti piccolissime, in modo tale da lasciare le strade liberi da cassonetti e dalla puzza. Queste macchine si potrebbero collegare con dei tubi in dei container in cui trasportare quel che resta dei rifiuti, una specie di poltiglia, direttamente nelle aziende in cui si creano nuovi oggetti ecologici e non inquinanti, così non si spargerà più veleno sul suolo e non si avvelenerà più l’aria o l’acqua, come alcuni fanno in questo momento buttando plastica e anche elettrodomestici nel mare.

Enrico Salamone, I C

Io penso che per avere un mondo più pulito dobbiamo anche produrre meno rifiuti, quindi dobbiamo portare la differenziata al massimo, ma anche usare meno plastica e vetro. I contenitori delle bottiglie d’acqua, dei detersivi e dei bagnoschiuma e di tutto il resto si potrebbero portare nei negozi, restituirli e farli riempire. Lo stesso si potrebbe fare con il vetro del latte, delle bibite o dell’acqua. Se si usano meno contenitori, si crea meno spazzatura e noi possiamo respirare e vivere meglio, anche perché alcune sostanze come la plastica non si possono distruggere per migliaia di anni.

Giulia Terruso, I C

 

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