I giovani sono come le rondini: portano la primavera

fumetto di Stefano Gorgone

Carissimo direttore,
in questa sede ho ripetutamente manifestato la mia fiducia e la mia speranza nelle nuove generazioni, nella loro capacità di impegnarsi e lottare per un mondo nuovo, anche con riferimento alla nostra città.

Sono i giovani, infatti, che possono guidarci verso una nuova frontiera, verso una società più giusta e più solidale. Sono loro che possono portare avanti i sogni che noi non siamo riusciti a realizzare.
Riporto integralmente un pensiero, una bellissima immagine poetica di Giorgio La Pira che, pur di restare vicino ai giovani, non abbandonò mai il suo ruolo di docente universitario: “I giovani sono come le rondini: sentono il tempo, sentono la stagione: quando viene la primavera essi sono sospinti da un invincibile istinto vitale verso la terra ove la primavera è in fiore! Così le generazioni nuove del nostro tempo; sentono un invincibile istinto vitale che fa loro scoprire ed attraversare le frontiere nuove e le introduce nella terra della pace, della giustizia, della solidarietà.”
In altra circostanza ho citato Greta Thunberg, la giovanissima attivista svedese che ha saputo mobilitare migliaia di suoi coetanei in tutto il mondo verso i temi dell’emergenza climatica ed ha fondato il movimento Fridays for Future. Ma anche Joshua Wong può essere considerato un testimone straordinario della sua generazione. Il giovane ribelle di Hong Kong, con grande coraggio e determinazione, lotta da tempo contro un regime autoritario per conquistare la libertà e per difendere i diritti del suo popolo. Ricordiamo tutti la rivoluzione degli ombrelli di alcuni anni fa. Gli ombrelli gialli furono il simbolo pacifico della protesta per difendersi dai lacrimogeni della polizia cinese. Quella di Wong è la lotta dei valori democratici contro la censura e il totalitarismo.
Come contribuire, allora, a fare germogliare anche nella nostra comunità esperienze capaci di fare maturare sempre più il senso di appartenenza ad una comunità, esperienze che facciano orientare i giovani sempre più verso il bene comune?
Tutti siamo consapevoli che nella nostra città non è semplice andare oltre il proprio tornaconto per proporre un progetto di futuro, per progettare e realizzare le opere pubbliche di cui siamo ancora carenti o le strutture a servizio delle vecchie e nuove povertà e fragilità. E’ urgente, comunque, cercare di comprendere in che modo possiamo compiere passi in avanti nella direzione che tutti diciamo di volere percorrere. Non possiamo accontentarci di rimanere dove siamo!
Occorre attivare ed alimentare luoghi ed opportunità di approfondimento, di discussione libera e responsabile, occorre favorire tutte le possibili forme di associazionismo e di aggregazione dei giovani, valorizzare coloro che sono capaci di orizzonti nuovi, che possono impegnarsi con serietà, competenza e passione per l’interesse di tutti.
A tal fine, si può, ad esempio, verificare la possibilità di ridare vita alla Consulta giovanile, sul modello di quelle oggi realizzate in altre città. La Consulta è uno strumento di partecipazione dei giovani alla vita civica del proprio paese, un canale di comunicazione con l’amministrazione comunale, un mezzo privilegiato per far sentire la propria voce, un’occasione per i giovani di entrare da protagonisti nei processi decisionali del proprio territorio.
E’ possibile sperare che anche a Monreale i giovani “sentano il tempo, sentano la stagione” ed avviino una nuova fase all’insegna di una convivenza serena e costruttiva, al fine di migliorare la qualità della vita di noi tutti?

 

 

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