Profughi dalle guerre e perseguitati nelle parole di monsignor Pennisi della Veglia Pasquale

L'arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi

L’attenzione del presule verso chi scappa dalla guerra e cerca rifugio altrove

MONREALE, 17 aprile – Un pensiero particolare al sangue versato in diversi angoli del mondo, ai profughi che scappano dalle guerre e cercano rifugio dove guerre non ce n’è. Soprattutto su questi argomenti si è incentrata la riflessione dell’arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi durante l’omelia della solenne Veglia Pasquale celebrata in cattedrale, sabato notte.

“Quest’anno – ha detto l’arcivescovo – le feste Pasquali sono macchiate di sangue: dalla Svezia alla Siria, dall’Egitto al Congo. Al sangue versato da Cristo per noi fino all’ultima goccia si unisce il sangue di tanti martiri cristiani, in Medio Oriente, in Africa, in Asia, nelle Americhe. Anche nella nostra vecchia Europa, dimentica delle sue radici cristiane, il messaggio di Cristo viene emarginato da chi per interessi economici, ideologici e di potere, non vuol lasciare alla religione la piena libertà di espressione. Per garantire i legittimi diritti di alcune minoranze si ledono i diritti altrettanto legittimi della maggioranza della popolazione talvolta impedita di testimoniare pubblicamente la propria fede.
In questa Pasqua – ha aggiunto monsignor Pennisi – dobbiamo ricordare oltre i profughi che scappano dalla guerra e dalla fame, molti dei quali hanno trovato la morte, tutti i cristiani perseguitati e oppressi da ogni parte, costretti a lasciare la propria terra che essi abitano non da stranieri, ma da antichi residenti. Pochi si curano di loro, perché i cristiani sono inermi, discepoli di un Crocifisso, pacifici, ma paradossalmente scomodi.
Per le festività pasquali - ha concluso – dobbiamo ricordarci di questi straordinari fratelli e sorelle nella fede, nella convinzione che ricordarli e sentirseli accanto, dà loro forza per non scoraggiarsi e tirare avanti, sorretti dalla certezza della luce della Risurrezione di Cristo che vince ogni male”.

Guardì

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