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Consiglio comunale, sull’adesione alla legge “SalvaNapoli” lo spettro dello scioglimento anticipato

Il Pd si esprime: “Voteremo sì, ma se ci sciolgono si dimetta anche Capizzi”

MONREALE, 11 gennaio – Alla fine il voto sull’adesione alla legge cosiddetta “SalvaNapoli” dovrebbe essere positivo, ma la decisione in casa Pd è stata quanto mai sofferta. Inoltre, se in questi giorni non dovesse arrivare nessuna rassicurazione circa la possibilità di fare rientrare anche Monreale nella casistica prevista dalla Finanziaria 2018, il Consiglio comunale con ogni probabilità potrebbe essere riconvocato a tamburo battente per dichiarare lo stato di dissesto finanziario, così come previsto dalla legge.

Con queste indicazioni si svolgerà verosimilmente la seduta consiliare di stasera, convocata dal presidente Giuseppe Di Verde per discutere ed eventualmente approvare l’adesione alla legge 205/2017 (legge Finanziaria 2018, articolo 1, commi 848-849-850-882-888-889).
La legge, così come ha reso noto ieri Monreale News, dà la possibilità agli enti prossimi al dissesto di riscrivere il piano ed evitare quindi il default. Difficile, al momento dire se anche Monreale potrà beneficiare di questa novità legislativa, nata sostanzialmente per salvare il Comune di Napoli. Come tutte le leggi di nuova approvazione, si presta ad interpretazioni non ancora certificate.

Oggi, a causa di questo argomento, è stata una giornata di fibrillazione, con le forze politiche, Dem in testa (perché ancora ufficialmente in maggioranza), a cercare di capire una cosa: fra gli enti che possono beneficiare della riscrittura del piano di riequilibrio ci può rientrare pure Monreale? Ma soprattutto: se il comune dovesse inoltrare la richiesta di adesione senza averne titolo, non dichiarando quindi il dissesto, il Consiglio comunale verrebbe sciolto, perché inadempiente? Domande che hanno comportato un confronto febbrile, al termine del quale il Pd sembrerebbe uscito con una decisione che cerca di salvare “capra e cavoli” e che lancia una mini-sfida al sindaco Piero Capizzi: per senso di responsabilità voteremo sì, ma se, come sembra, Monreale non dovesse avere diritto a beneficiare della nuova legge, chiederemo la convocazione di una seduta per la dichiarazione del dissesto con carattere di estrema urgenza. Ed inoltre se, a causa di questa scelta il Consiglio dovesse essere sciolto, si dimetta anche il primo cittadino.

“Noi ci assumiamo come sempre le nostre responsabilità di fronte alla città già fortemente provata da una crisi sociale ed economica senza precedenti – afferma il capogruppo consiliare dei Democratici, Sandro Russo in una sorta di dichiarazione di voto – Siamo consapevoli che la dichiarazione di dissesto comprometterà ancor di più le già precarie condizioni della nostra comunità. Proprio per questo siamo disposti a votare la delibera di Consiglio comunale, nonostante le notevoli titubanze tecniche che ci portano a pensare che la norma, che vuole salvare gli Enti locali in pre-dissesto dal fallimento, licenziata dal Parlamento solamente il 29 dicembre 2017, non sia applicabile a Enti, come Monreale, per il quale vi e’ una sentenza definitiva di dissesto della Corte dei Conti. I consiglieri comunali del Pd e tutto il partito sono disposti ad assumersi le proprie responsabilità, pur sapendo che il Consiglio comunale potrebbe anche essere sciolto, a condizione che, nella malaugurata ipotesi che le nostre titubanze diventassero certezze, il sindaco sindaco si assuma le sue responsabilità. Si presenti in Consiglio comunale con una dichiarazione da fare mettere a verbale e da veicolare sotto forma di comunicato stampa, in cui dichiara che in caso di default del Nostro Comune, unito allo scioglimento del Consiglio, anche lui si dimetterà.

 

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