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San Cipirello, minacce di morte tra fratelli, il tribunale archivia

| Nera e giudiziaria

Le liti nate per motivi economici ed ereditari

SAN CIPIRELLO, 24 febbraio – Finisce con un’archiviazione il procedimento a carico di L.M., 52 anni di San Cipirello, sul cui capo pendeva l’accusa di aggressione al fratello B.M., di qualche anno più piccolo di lui.

È questo infatti il verdetto del tribunale di Palermo, che ha messo fine, dal punto di vista giudiziario ad una spiacevole vicenda familiare, nata per questioni economiche e di vicinato. Prima del pronunciamento del tribunale, peraltro, anche la Procura si era espressa per l’archiviazione.
La questione sembrava precipitare il 15 gennaio dell’anno scorso, quando erano volate anche parole pesanti. “Esci che ti taglio la testa, prima o poi ti taglio la testa. Se ti vedo per strada faro’ quello che devo fare!“. Quel giorno L.M., al termine della ennesima lite, afferrava una mazza di grosse proporzioni e minacciava di morte il fratello B.M.

Sul posto intervenivano carabinieri per evitare il peggio e il fratello minacciato si recava presso la locale stazione per sporgere denuncia. Intanto L.M. si rivolgeva all’avvocato Giada Caputo, asserendo di essere vittima di continue minacce e soprusi da parte del fratello, che giorni prima aveva anche aggredito la moglie approfittando della sua assenza per motivi di lavoro. Aggressione che aveva subito anche il figlio che era intervenuto per difendere la madre.  Entrambi, a fronte delle lesioni subite, dopo essersi fatti refertare, avevano sporto denuncia per lesioni nei confronti di B.M.

Il difensore di L.M. nel frattempo aveva sentito a sommarie informazioni alcuni vicini che avevano dichiarato di non avere visto, nel corso dell’alterco ne’ la presenza di una mazza, ne’ di avere sentito minacce nei confronti del fratello. E che si era trattato dell’ennesima lite tra i due germani per i noti motivi di vicinanza e per motivi di interessi legati a questioni ereditarie.
Da qui la richiesta di archiviazione condivisa dalla Procura della Repubblica che chiedeva al Giudice per le indagini preliminari di emettere decreto di archiviazione. Oggi il giudice ha emesso un provvedimento di archiviazione ponendo la parola fine su una vicenda che ha condizionato la esistenza di un intero nucleo familiare”.

· Enzo Ganci · Editoriali

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