Oggi 2 novembre, il ricordo di chi continua a vivere

Omaggio ai nostri papà, alle nostre mamme, ai nostri cari, esempio oltre la vita

MONREALE, 2 novembre - È un destino inevitabile, è un pensiero che pervade le nostre anime, scuote le nostre coscienze. Dove andiamo? Cosa troveremo oltre la soglia della morte?

Ogni uomo, almeno una volta nella propria esistenza si è domandato cosa accade dopo? Quesito che ha alimentato correnti filosofiche, religioni, credi e stili di vita.
Ed ecco che le menti più irrequiete cercano, passano la loro vita a risolvere domande, che non hanno mai trovato risposte razionali, nemmeno in milioni di anni, né in tutta la storia dell’umanità. Oggi la nostra tradizione, la nostra fede cristiana ci porta a dedicare un pensiero a chi ha lasciato questo mondo.
Riflettendo su quanto siamo costantemente, giornalmente abbandonati al nostro caos, dimenticando che la direzione unica è disegnata da tempo. Porgo una riflessione in chiave del tutto positivistica. A quello che possiamo divenire, a ciò che siamo, ovvero, artefici del nostro destino, e consapevoli di aver la grande opportunità di vivere, affondando i piedi su questa terra, piena di imprevisti, di gioie e dolori.
A noi, che oggi porgiamo un omaggio, un fiore sulle pietre marmoree, è di grande monito alla vita tendere l’orecchio al messaggio, lasciato dai nostri defunti, che grida nel silenzio:
Rendere giustizia e onore alle nostre e alle loro vite, infiammare nelle nostre menti i ricordi più intensi che possiamo rimembrare, e conservarli gelosamente. Non esiste arma migliore della memoria per sconfiggere la morte.
Esempio massimo è il riecheggiare delle parole, sempre odierne, di Sant'Agostino, Dottore della Chiesa: “Quelli che ci hanno lasciato non sono assenti, sono invisibili, tengono i loro occhi pieni di gloria fissi nei nostri pieni di lacrime”.

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