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Non arrendiamoci all’onagrocrazia

| Nicola Giacopelli | L'opinione
fumetto di Nicola Giacopelli

Era il 1925, e si era dunque agli inizi del funesto ventennio mussoliniano, quando il più autorevole ideologo del liberalismo novecentesco italiano, Benedetto Croce, coniò il termine di derivazione greca “onagrocrazia”.

Aveva creato questo neologismo per identificare il “potere degli asini selvatici”, ossia il potere gestito da persone i cui tratti distintivi sono l’arroganza, l’ignoranza, l’incultura e la rozzezza nei modi di agire; in lingua greca la parola ὄναγρος (ónagros) sta difatti a indicare un particolare e poco conosciuto rappresentante della famiglia degli equidi che in idioma siciliano chiameremmo “sceccu sirbaggiu”.

Con questa efficace definizione Croce aveva etichettato gli atteggiamenti dei potenti del fascismo, che, come affermava Sandro Pertini, “è l’antitesi di tutte le fedi politiche, perché opprime le fedi altrui”. A tal proposito, vengono in mente le parole della scrittrice Oriana Fallaci: “Insieme a oppressione e sangue, volgarità e cattivo gusto, le caratteristiche principali di una dittatura fascista sono l’ignoranza, il disprezzo per la cultura, l’analfabetismo”.
Sia chiaro che quando parlava di ignoranza Benedetto Croce non si riferiva affatto all’inadeguatezza o alla mancanza di titoli di studio: egli stesso, infatti, non aveva concluso il percorso universitario e non aveva quindi conseguito la laurea; si riferiva, piuttosto, alla distanza dalla conoscenza, al rifiuto del sapere e al disinteresse per la cultura.

Esattamente a distanza di un secolo, viviamo oggi in un’epoca in cui fortunatamente non vi sono Stati con regimi fascisti: ma l’onagrocrazia è purtroppo diffusa e, in certi ambiti, addirittura imperante, sia a livello nazionale che internazionale. E la troviamo ben presente anche nei più ristretti contesti delle amministrazioni locali, perfettamente incarnata da certi assessori, consiglieri, dirigenti e funzionari comunali capaci di coniugare con disinvoltura ignoranza, prepotenza e arroganza.

Non serve sciorinare nomi ed esempi: è evidente a chiunque come e dove le onagrocrazie siano oggi in auge, finendo talvolta per assumere atteggiamenti aggressivi o finanche dispotici.
Se non sapremo individuare e adottare efficaci contromisure per debellare (o quantomeno contenere) il costante proliferare degli “asini selvatici” al potere, rischiamo di essere definitivamente sopraffatti dall’onagrocrazia, a cui però non dobbiamo arrenderci. Perché sarebbe poi estremamente difficile tornare alla “vera” democrazia, che, come ha scritto il filosofo Erich Fromm, “può resistere alla minaccia autoritaria solo trasformandosi da democrazia di spettatori passivi in democrazia di partecipanti attivi”.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 3 aprile – L’ingresso del sindaco Alberto Arcidiacono in Forza Italia, con tanto di comunicato stampa corredato di foto, mossa che mancava solo del crisma dell’ufficialità, segna un preciso spartiacque nella politica recente della nostra cittadina.

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