La pignolata siciliana

"U' sacru munti 'unni pigghia chiàcchiari"

La pignolata, detta anche pignoccata, è uno dei dolci tipici della tradizione gastronomica del carnevale. Simile agli struffoli e alla cicerchiata, insieme alle frittelle, sfincette, testa di turco e chiacchiere, è un dolce che catapulta chi lo gusta nelle atmosfere variopinte della festa più allegra dell'anno.

“Delle chiacchiere (ricette ad ogni modo presente nella nostra Rubrica) però, molti ne hanno a sufficienza. Certo, non è chiaramente in riferimento al dolce, ancora molto ambito ed apprezzato, ma alle parole intese come cose di nessun valore. Chiacchieri e tabacchieri i lignu, u bancu unni pigghia recita il detto a significazione del fatto che le parole spesso sono cose di nessun valore.
Contano i fatti, a parole lo riconosciamo tutti, ed oggi, tornando in cucina, i fatti con la pignolata, sono davvero alla portata di chiunque.
Sulla forma di questo dolce antico, pochi dubbi: è quella della pigna. E questo perchè era un dolce particolarmente utilizzato anche per celebrare l’inizio della primavera, e quindi l’inizio della stagione delle messi; la forma ‘a pigna’, elemento della vegetazione tipica della foresta, si presume fosse stata scelta proprio come simbolo rappresentativo di questo "risveglio".

La forma, si distingue facilmente per le sue palline fritte e sovrapposte, meravigliosamente presentate con una copertura di miele e confettini colorati. Molto simile ad altre ricette diffuse sia nel centro che nel sud Italia, come gli Struffoli Napoletani, la cicerchiata abruzzese e la pignolata messinese, se ne differenzia soprattutto per la forma e la copertura.
A rendere gradevole al palato questa piccola delizia sono il sapore dolce e la consistenza delle palline che risultano più croccanti all'esterno e più soffici all'interno per non parlare poi dell'avvolgenza determinata dal miele che la stringe in un abbraccio morbidissimo e suadente.

La fragranza irresistibile delle piccole perle di questa pigna, insomma, fanno sì che una tiri l’altra, diventando davvero una delle “dolci minacce” più pericolose della tavola carnevalesca: la scorpacciata è inevitabile.

 

Ingredienti : 500 gr. di farina, 200 gr. di zucchero, 150 gr. di miele, 5 uova, 200 ml. di acqua, (a piacere 50 gr di strutto) Olio per friggere q.b., Scorza d’arancia grattugiata q.b., palline o codette di zucchero colorate.

Preparazione

Dovrete iniziare a impastare la farina con le uova, aggiungendo metà dose di zucchero e incorporando, man mano, la scorza di arancia grattugiata.
Quando avrete ottenuto un impasto liscio e omogeneo, lavoratelo formando dei bastoncini affusolati, spessi circa 1 cm. Tagliate poi i bastoncini in tocchetti di massimo 2 cm, quindi adagiateli su un vassoio leggermente infarinato nell’attesa di completare l’impasto.
A questo punto non vi rimane che friggere in olio bollente i pezzettini d’impasto. Scolateli su carta assorbente.

Intanto fondete in un tegame capiente il miele, lo zucchero restante e l’acqua.
A fusione avvenuta, spegnete e versate nel tegame i pezzettini fritti.
Amalgamate per bene. Ungete abbondantemente un vassoio, perché, con l’aiuto di un cucchiaio, dovrete adagiarvi dei mucchietti di composto ancora caldo. Guarnite con codette colorate e lasciate quindi raffreddare prima di servire.

Importanti alcuni suggerimenti:
- Sciogliete il miele e lo zucchero a fiamma dolce, per evitare che si bruci rapidamente;
- Lasciate dorare i pezzettini di pasta prima di prelevarli dall’olio di frittura;
- Siate veloci nell’amalgamare e poi posizionare i mucchietti di pignolata sul vassoio, prima che si freddino.

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