Per la Procura sono frutto di attività illecite: sequestrati i beni a Giovanni Li Causi per circa un milione di euro

Fra quelli in questione anche l’attività del bar dello stadio Barbera, adesso di un’altra società

PALERMO, 2 agosto – I carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso da parte del Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica, con il quale è stato disposto un sequestro beni per un valore complessivo di circa un milione di euro, a carico di Giovanni Li Causi, 48 anni, tratto in arresto nel mese di aprile 2010 nell’ambito dell’operazione “Hydra”, attualmente in galera.

Le indagini patrimoniali erano state intraprese all’indomani del suo arresto. Li Causi, infatti, è stato ritenuto un soggetto a disposizione dell’associazione mafiosa cosa nostra in quanto avrebbe partecipato alla riorganizzazione degli assetti gerarchici della famiglia di Tommaso Natale e favorito l’ascesa al vertice di Giulio Caporrimo.
Il quadro probatorio raccolto nel corso delle indagini patrimoniali e posto a fondamento dell’odierno decreto del Tribunale di Palermo, è stato in grado di dimostrare come i beni nella disponibilità di Giovanni Li Causi fossero in realtà il frutto delle sue attività illecite. Pertanto, è stato emesso un provvedimento di sequestro riguardante i sottonotati beni:
Un intero complesso aziendale dell’impresa individuale “Li Causi Giovanni”, con attività di commercio tipo bar, avente sede a Palermo presso lo stadio comunale “Renzo Barbera”, lasciata in gestione ad altra società;
9 rapporti bancari;
2 veicoli;
1 villa sita a Carini.

 

 

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