Don Luigi Sturzo e il suo appello ai Liberi e forti. Ieri un convegno a palazzo arcivescovile

L’iniziativa ha dato vita ad un partecipato dibattito

MONREALE, 8 dicembre – Nel salone della Curia Arcivescovile, si è tenuto ieri il convegno su Luigi Sturzo a cento anni dalla pubblicazione del suo appello ai “Liberi e Forti” pubblicato nel lontano 1919.

Il convegno organizzato in sinergia dal movimento civico Il Mosaico, il circolo Italia e l’associazione Liberi di Lavorare con il fattivo contributo del direttore emerito della scuola “Novelli” Stefano Gorgone, ha inteso commemorare la figura del sacerdote ed intellettuale calatino non solo attraverso l’Appello del 1919 ma anche a sessant’anni dalla su morte.
Rino La Placa, ex parlamentare e presidente dell’associazione ex deputati all’Ars, ha moderato i lavori soffermandosi nella sua introduzione sulla figura di Sturzo, a suo tempo scomodo, che auspicava la creazione del Partito Popolare Italiano, aconfessionale ma ispirato ai valori cristiani.
Dotta e puntuale la relazione del professor Eugenio Guccione, profondo conoscitore e studioso della opere di Sturzo, che si è soffermato sul concetto di municipalità e della politica come servizio così come la intendeva l’autore. Ha ricordato gli interventi di Sturzo a favore delle cooperative, dell’azionariato operaio, dell’amministrazione del Comune inteso come una famiglia, perché chi gestisce deve mostrare più attenzione occupandosi di denaro pubblico che riguarda tutti e non i propri interessi personali. Interessante ed anticipatore il concetto di cooperazione tra comuni e consorzi dei comuni stessi.

A seguire la relazione di un altro appassionato studioso e cultore del personaggio Sturzo: monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreal, che si è soffermato sul concetto espresso da Sturzo dell’impegno politico inteso come dovere e atto d’amore verso la collettività. Pennisi ha inoltre ricordato che vari papi si sono ispirati durante il loro magistero al pensiero del sacerdote siciliano: Papa Francesco, Giovanni Paolo II,Paolo VI e Pio XI. La buona politica può diventare una forma di carità.
Sono intervenuti pure, il sindaco Alberto Arcidiacono che ha portato i saluti di tutta l’amministrazione della quale erano presenti gli assessori Ignazio Davì e Luigi D’Eliseo. Intervenuto Roberto Gambino; Francesco Punzo responsabile del centro Internazionale Studi Luigi Sturzo; Giuseppe Leto e Don Giovanni Vitale, Cosimo Grimaudo che ha letto un passo tratto dai suoi scritti; Serafino Scorsone che si è soffermato sul ruolo di anticipatore di Sturzo per le tematiche dell’ambiente, l’amore nutrito per il bosco e le acque e la lode all’albero che deve essere rispettato come un essere vivente oltre che per l’altro impegno Di Sturzo contro la guerra.
Vogliamo sommariamente ricordare di Sturzo oltre alla fondazione del PPI e il suo impegno antifascista, l’esilio cui fu costretto dopo l’uccisione di Matteotti, prima a Londra e poi a New York ed il suo ritorno in Italia nel 1946.
Nel 1952 dal Presedente della Repubblica Luigi Einaudi fu nominato senatore a vita. Morì a Roma l’8 agosto 1959. Il 24 novembre 2017 si è chiusa a Roma la fase diocesana della causa di. Alla conclusione dei lavori Biagio Cigno ha omaggiato tutti i partecipanti di una copia plastificata dell’appello ai liberi e forti.

 

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