Dark Shadows (2012)

Nel 1752 i coniugi Collins si trasferiscono in America, nel Maine e fondano Collinsport, ridente cittadina che beneficia della fiorente industria ittica promossa proprio dai Collins. Il piccolo Barnabas (interpretato nella versione adulta da Johnny Depp), loro unico figlio, è il naturale destinatario del patrimonio di famiglia, il cui pezzo forte è la meravigliosa residenza "Collinwood". Divenuto adulto, Barnabas acquisisce potere e prestigio; Don Giovanni di successo, commette però l'errore di sedurre la serva Angelique Bouchard (Eva Green) e di rifiutarla dopo averla posseduta.

Ciò accade poichè Barnabas si innamora perdutamente dell'affascinante Josette (Bella Heathcote), suscitando per questo la reazione esasperata di Angelique. La donna ha dimestichezza nelle pratiche di magia occulta e maledice l'ex amante trasformandolo in vampiro e seppellendolo dentro una bara in mezzo al bosco. Nel 1972 un gruppo di operai edili ha la sventura di imbattersi nella sepoltura e di liberare l'assetato Barnabas che "prosciuga" i malcapitati senza tanti complimenti.

Disorientato per il salto temporale, Barnabas fa ritorno a Collinwood e fa la conoscenza dei suoi discendenti. Scopre così che gli antichi fasti sono oramai perduti a vantaggio dell'industria ittica "Angel Bay", che permette alla città di sopravvivere. Proprietaria della "Angel Bay" è una donna conturbante e misteriosa che si scoprirà presto essere proprio la temibile e più che mai aguerrita Josette.

Chiariamo subito un punto. Ho letto e ascoltato molto in merito a Dark Shadows e soprattutto tra gli appassionati di Tim Burton si è parlato di ritorno al vecchio, amato stile che ha fatto grande il regista americano. Effettivamente un fondo di verità c'è: Dark Shadows innanzitutto vede Johnny Depp come protagonista principale e questo è di certo un segnale ben preciso, una volontà di affidarsi a un meccanismo (leggi feeling) già rodato; poi c'è il recupero di un tema congeniale a Burton, mutuato da un serial televisivo americano di fine anni '60 molto amato dallo stesso regista; si parla di vampiri, di "freak" insomma, e di famiglie strane in stile Addams. Il film dunque scorre liscio e senza particolari intoppi, anche e soprattutto in virtù di questo "sentirsi di nuovo a casa" di chi l'ha girato. Occorre però comprendere fino in fondo il senso dell'operazione e valutarla con correttezza. Evidentemente Burton ha fallito l'obiettivo di estendere i propri orizzonti cinematografici tentando altre vie, forse addirittura una nuova poetica. I suoi film meno riusciti, soprattutto Il Pianeta delle scimmie, Sweeney Todd, La fabbrica di cioccolato e Alice, che hanno sancito il declino di una parabola ascendente, senza tuttavia cancellare tutto il buono fatto in precedenza, tradivano un'insofferenza di fondo, legata al sentirsi ormai schiavo di un genere ben preciso: quel "genere burton" che ha fatto letteralmente scuola, è vero, ma che ha rappresentato un serio limite alle velleità di crescita e/o trasformazione.

Insomma dicevamo TENTATIVO FALLITO!! Quindi ecco il prevedibile passo indietro e, come già accennato, il ritorno alle (rassicuranti) origini. Solo che, a questo punto, si entra in un meccanismo perverso che costringe l'autore a dovere imitare se stesso, auto-citandosi in continuazione, quasi a volere rassicurare i suoi ammiratori. Intendiamoci, Sweeney Todd non è per niente un film brutto, anzi. Se l'auto-citazionismo di cui sopra non fosse un problema (ma per me in parte lo è) allora si può veramente godere ritrovando in Barnabas tratti comuni a Edward mani di forbice e Beetlejuice, ci si può beare delle splendide scenografie e le atmosfere che si rifanno a Sleepy Hollow e allo stesso Edward e persino ritrovare qualcosa di Mars Attack (proprio così, non sono pazzo) nelle acconciature e nelle movenze sinuose e avvolgenti del personaggio migliore di tutto il film: l'Angelique Bouchard di Eva Green, che in questo è film semplicemente meravigliosa. Tecnicamente è vero siamo prossimi alla perfezione, ma questo non è necessariamente una nota positiva. In quanto burtoniano sincero (lo svelo solo adesso ma lo si intuiva, credo, fra le righe) rimpiango una certa "sporcizia" e imperfezione della messinscena, un certo gusto per l'effetto artigianale e si viene totalmente fagocitati dal digitale e dalla manipolazione computerizzata dei fondali. L'apparizione del fantasma nel corridoio è emblematica: la creatura è perfetta nella sua diafana, digitale consistenza, ma si sente il bisogno autentico di un manichino trascinato da un vecchio, fottutissimo binario!!

GIUDIZIO: 7,5/10

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Dati
Titolo originale: Dark Shadows
Anno: 2012
Nazione: Stati Uniti d'America
Distribuzione: Warner Bros
Durata: 113 min
Data uscita in Italia: 11 maggio 2012
Genere: commedia nera,horror

Cast tecnico
Regia:Tim Burton
Sceneggiatura:Seth Grahame-Smith
Musiche:Danny Elfman
Fotografia:Bruno Delbonnel
Montaggio:Chris Lebenzon
Scenografia:Rick Heinrichs
Costumi:Colleen Atwood
Soggetto:Dan Curtis (2)

Interpreti
Barnabas Collins: Johnny Depp
Angelique Bouchard: Eva Green
Elizabeth Collins Stoddard: Michelle Pfeiffer
Roger Collins: Jonny Lee Miller
Carolyn Stoddard: Chloe Moretz
David Collins: Gulliver McGrath
Julia Hoffman: Helena Bonham Carter
 

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