Skip to main content

Un monrealese alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022

| Giorgio La Bruzzo | Altri sport

Fra tamponi e regole da rispettare ecco come i giornalisti aspettano l’inizio dei Giochi

PECHINO (RPC), 2 febbraio – “Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?”. Nel 2008, alla mia prima Olimpiade da inviato, non avrei mai pensato di tornare a Pechino come giornalista – al massimo lo avrei fatto da turista -, figurarsi nel bel mezzo di una pandemia.

Ma tant’è, fra tamponi, mascherine e tante ore di volo rieccoci in Cina. Quattordici anni dopo ho trovato gli stessi pregi (dal punto di vista organizzativo, facendo i paragoni con altre Olimpiadi, ai cinesi gli si può rimproverare poco) e gli stessi difetti (si sono pure attrezzati coi traduttori simultanei sui telefoni ma se quelli che parlano in inglese sono una rarità, il problema di comunicazione resta). Quello che è davvero cambiato è il resto, perché organizzare un’Olimpiade con la conta dei positivi che pare una lotteria non è cosa semplice.

Paradossalmente è più complicato arrivare in Cina che restarci: devi essere vaccinato, ti servono due tamponi negativi (e solo in strutture riconosciute dall’ambasciata) entro le 96 ore dalla partenza, compilare una serie di scartoffie e ottenere due QR code – uno alla voce salute e un altro alla voce dogana – per salire sull’aereo e partire. Poi, dopo un appassionante Milano-Pechino da dieci ore, ecco un altro tampone completo in aeroporto. A quel punto vieni messo su un pullman e portato a destinazione ma non puoi lasciare la camera d’albergo fino a quando non arriva l’esito del tampone di cui sopra (un paio d’ore al massimo).

E a quel punto inizia un’altra giostra: ogni giorno tampone rapido, inserire la temperatura in un’apposita app (cosa che in realtà inizi a fare già 14 giorni prima della partenza) e controllo in stile aeroporto, con tanto di metal detector, prima di uscire dall’hotel. Già, perché come se non bastasse, per ridurre al minimo i rischi, hanno costruito una sorta di grande bolla: superati i test all’arrivo, ci entri e non puoi uscirne più, niente contatti col resto della popolazione. Il ragionamento è facile: se sei negativo, entri nella bolla, tutti negativi e niente contagi. Finora sta funzionando, qualche caso c’è sempre ma niente di preoccupante. Per fortuna. Ah, dimenticavo: l’Olimpiade non è ancora iniziata…

 

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 3 aprile – L’ingresso del sindaco Alberto Arcidiacono in Forza Italia, con tanto di comunicato stampa corredato di foto, mossa che mancava solo del crisma dell’ufficialità, segna un preciso spartiacque nella politica recente della nostra cittadina.

Edizione locale

Rubrica

Rubrica