Studenti del liceo Basile protagonisti al progetto 'La Sicilia è fimmina'

La manifestazione si è tenuta nei giorni scorsi al liceo Umberto I di Palermo

PALERMO, Si è svolto giovedì scorso al liceo classico Umberto I di Palermo il secondo incontro de "La Sicilia è fimmina", progetto interscolastico sulla rivalutazione delle figure femminili della nostra Isola, che vede protagonisti lo stesso istituto, il liceo “Basile-D'Aleo” e l'l’istituto alberghiero Paolo Borsellino, con la collaborazione dell'associazione BC Sicilia.

È stata una manifestazione culturale molto partecipata, ricca di spunti di riflessione sul ruolo della donna e volta a riscoprire, attraverso la didattica alternativa, colonna portante dell'istituto monrealese, come ribadito nel suo intervento dalla dirigente dell'I.I.S. Basile-D'Aleo Concetta Giannino, poetesse, rivoluzionarie e donne di spicco della società siciliana che hanno dato un contributo significativo per la crescita culturale e sociale della nostra terra.

Dopo una prima presentazione del progetto da parte del dirigente scolastico dell'Umberto I, Vito Lo Scrudato, seguita dai saluti istituzionali dell’assessore regionale all'Istruzione e Formazione professionale Roberto Lagalla e della consigliera comunale per la Commissione Cultura e Scuola di Palermo Valentina Chinnici, sono stati tenuti diversi interventi che hanno fatto onore al tema della figura femminile e non solo, come quello dell'accademico della Crusca Giovanni Ruffino, che ha ribadito l'importanza della lingua siciliana, seguiti dagli interventi dei dirigenti scolastici delle tre scuole e dal presidente dell'associazione BC Sicilia Alfonso Lo Cascio.
Al termine della prima parte di presentazione del progetto la parola è passata agli alunni dei due Licei Classici coinvolti: dapprima gli studenti dell'Umberto hanno inscenato una conferenza, in chiave comica, in cui si dibatteva sulla questione "La Sicilia è veramente fimmina?", la cui risposta si sarebbe trovata poi nel percorso teatrale eseguito dagli studenti del Basile, guidati dalla professoressa Finella Giordano e dalla tutor nel ruolo di regista della performance Chiara Pulizzotto, che si è impegnata con gli alunni a organizzare in ogni minimo dettaglio la rappresentazione teatrale.

Il percorso teatrale si è sviluppato secondo lo schema delle "Stanze della narrazione", non quindi il classico teatro in cui gli attori sono su un palco e il pubblico nella platea, creando una "parete" tra gli uni e gli altri, ma un vero e proprio percorso guidato in cui il pubblico prende effettivamente parte alla scena creando una tensione generata dal contatto faccia a faccia tra gli attori e gli spettatori. Lo spettacolo è stato un vero e proprio cammino guidato del pubblico alla scoperta delle donne che hanno reso onore alla lotta contro la mafia e l'ingiustizia sociale attraverso la lotta, la poesia e il canto.
Il prologo mozzafiato, eseguito da Pietro Gambino e Giovanni Tinervia, ha introdotto il pubblico allo sviluppo delle successive stanze e sopratutto alle protagoniste, "Donne che lottano. Donne che spesso vincono e anche quando perdono, non si arrendono. Perché sono forti, caparbie, guidate da una forza interiore che tende alla giustizia." "Le donne, gli amori, le audaci imprese, l’ingegno , il core, e l’arte, le melodie, i martir e le dolenti carte, la fiamma, i sogni e la vita noi cantiam"
Nella seconda stanza, nel ruolo di Mariannina Coffa poetessa siciliana del 1800 che nella poesia trovava la sua libertà, una splendida Chiara La Corte ha fatto emozionare il pubblico con un monologo sul tema dell'amore disperato, per una relazione impossibile troncata dagli interessi familiari.
Nella terza stanza Giuliana Trifirò, Stefania Saullo, Matilde Rusticano, Marika Stancampiano, Corina Stoica e Giorgia Lo Porto hanno interpretato le donne dei fasci siciliani in una situazione verosimile in cui il pubblico si trovava nella loro sede per visitarla. Le 6 studentesse hanno fatto tremare le mura dell'istituto con un'interpretazione connotata da una forza distruttrice e rivoluzionaria, come quella delle fascianti che nel diciannovesimo secolo lottavano, citando la frase conclusiva della performance, per "Libertà, Lavoro, Pane, Dignità!".
Nella quarta stanza invece la donna protagonista si avvicina più ai giorni nostri, si tratta infatti di Rita Atria, figlia di una famiglia mafiosa che ha combattuto al fianco di Paolo Borsellino, che alla sua morte non ha trovato altro rifugio se non nel suicidio. Commovente l'esibizione di Sonia Prestigiacomo, in un'atmosfera buia e intima, con su i muri le cruente pagine dei giornali in cui si annunciavano le stragi di Capaci e via D'Amelio.

Ultima roboante e sonora esibizione, quella di un'agguerrita Alessia Venturella, nei panni di Rosa Balistreri, cantautrice ribelle che nelle sue canzoni inneggiava alla libertà e condannava una società ingiusta, basata sul favore e sul silenzio.
Al termine del percorso, i silenziosi accompagnatori, Antonino Villanti, Gabriele Ferraro, Chiarà Busè e Alessandra Mangiapane, che fino ad allora erano stati le intransigenti guide del pubblico, hanno finalmente rivelato il loro ruolo fondamentale non solo di accompagnatori ma di "registi" che attraverso i loro movimenti hanno portato gli spettatori attraverso questo viaggio fuori dal tempo ma sempre attuale, annunciando la fine dello spettacolo riproponendo in chiave conclusiva la frase iniziale del prologo: "Ebbene, come promesso: le donne, gli amori, le audaci imprese, l’ingegno, il core e l’arte, le melodie, i martir e le dolenti
carte, la fiamma i sogni e la vita noi vi abbiamo cantato".
Con una complessa ed emozionante rappresentazione gli alunni del Basile-D'Aleo, la prof.ssa Giordano e la tutor Chiara Pulizzotto hanno reso onore al proprio istituto grazie all'impegno di due mesi di prove e crescita personale attraverso il teatro, forma d'arte che impegna il corpo, il cuore e la mente che ha sicuramente fatto breccia negli alunni, che sono riusciti a dare il meglio di loro. Ancora una volta l'I.I.S. Basile-D'Aleo, troppo spesso in passato definita "scuola di serie b", mostra invece di essere al passo coi tempi, anzi, di essere ancora più avanti grazie alla didattica alternativa e al pieno coinvolgimento dei ragazzi che, in queste attività, ritrovano loro stessi e il loro ruolo all'interno della società attraverso la cultura, che, come abbiamo visto, non si fa solo attraverso i banchi e libri.

 

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