
Il sindaco Arcidiacono in Forza Italia, un “ritorno a casa” prevedibile e scontato

Nessuna sorpresa, nessuna meraviglia. La notizia che il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono ha ufficializzato la propria adesione a Forza Italia non può di certo apparire inaspettata: era nell’aria da tempo e, soprattutto, era sostanzialmente … inevitabile.
Inevitabile, anzitutto, perché appare logico che a questo punto della sua carriera politica il primo cittadino debba necessariamente collocarsi in uno specifico partito o movimento, anche nella prospettiva di future competizioni elettorali a cui potrebbe legittimamente voler partecipare.
L’approdo tra i forzisti, peraltro, non è che un classico “ritorno a casa”: non va infatti dimenticato che Arcidiacono è stato eletto consigliere comunale nell’ormai lontano 2009 candidandosi per “Il Popolo della Libertà”, nato dall’unione (poi naufragata) tra Forza Italia e Alleanza Nazionale. E, inoltre, la posizione politica del sindaco è stata costantemente improntata alla moderazione.
Nei giorni a venire, in Consiglio comunale sarà formalmente costituito il gruppo “azzurro”, a cui dovrebbero aderire tutti coloro che attualmente fanno parte dei movimenti civici “La Nostra Terra” e “Marco Intravaia per Monreale”.
Intanto, sono in molti ad interrogarsi su quali potranno essere, d’ora in avanti, i rapporti fra lo stesso Arcidiacono e il parlamentare regionale Intravaia, che si ritrovano adesso a militare nello stesso partito. Oramai da diversi anni fra i due c’è collaborazione, sintonia e intesa: e, stando alle dichiarazioni pubblicamente rese dagli interessati, le loro relazioni personali e politiche sono sempre state (e restano) caratterizzate da lealtà, rispetto ed amicizia.
È innegabile che attualmente Arcidiacono e Intravaia siano gli esponenti politici monrealesi di maggiore spicco e notorietà: entrambi sono ambiziosi, hanno voglia di fare e di impegnarsi, godono di ampia popolarità e gradimento popolare. Per qualcuno, ci sarebbero tutti gli elementi per veder nascere fra i due un marcato dualismo, se non addirittura un’accesa rivalità.
Nell’immaginario collettivo, si tende spesso a ricondurre situazioni del genere al tipico caso dei “due galli in un pollaio”; ma qui, a ben vedere, non ci sono né litigiosi galli, né pollai da dominare: chi vuol ragionare di politica dovrebbe con razionalità sottrarsi a queste banali semplificazioni.
Se poi, in un futuro più o meno prossimo, dovessimo effettivamente assistere a dissidi politico-elettorali fra Alberto Arcidiacono e Marco Intravaia, ne riparleremo: l’ascia di guerra è oggi ben seppellita. E, allo stato attuale, nessuno dei due ha alcun interesse a dissotterrarla.
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