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Pier Giorgio Frassati, l'uomo delle otto beatitudini

| Stefano Gorgone | L'opinione
fumetto di Stefano Gorgone

Carissimo direttore,
fra i monti c'è qualcosa di grande, di immenso che eleva. Se i miei studi me lo permettessero, passerei intere giornate sui monti a contemplare in quell'aria pura la bellezza del Creatore. Ogni giorno mi innamoro perdutamente della montagna”.

Così scriveva ad un suo amico il giovane Pier Giorgio Frassati, che sarà proclamato santo da papa Francesco durante il Giubileo dei giovani, ad un secolo esatto dalla sua morte. Recentemente, infatti, è stato riconosciuto dalla Chiesa il miracolo della guarigione di un friulano da una malattia ritenuta incurabile dai medici.
Nato a Torino nel 1901 in una famiglia dell'alta borghesia, il papà Alfredo fu il fondatore del quotidiano “La Stampa” e poi senatore e ambasciatore italiano a Berlino durante il governo Giolitti, Pier Giorgio scomparve nel 1925 a causa di una poliomielite fulminante quando aveva appena compiuti 24 anni. Oggi il suo corpo è custodito nel duomo di Torino.
Studente della facoltà di ingegneria, Pier Giorgio aveva una grande passione per lo sport, la musica, ma soprattutto amava fare escursioni nell'alta montagna, un amore che nasceva dal suo sguardo contemplativo verso l'Alto e che trasmetteva ai suoi numerosi amici sollecitandoli a non essere indifferenti e a scegliere ciò che è essenziale nella vita. “Vivere senza una fede – diceva - senza un patrimonio di valori da difendere non è vivere ma vivacchiare”.

La sua esistenza, come quella di Pina Suriano e di Carlo Acutis, è stata una testimonianza di radicalità evangelica vissuta nelle circostanze ordinarie della vita che ha reso possibile una santità della “porta accanto”. Era esuberante, premuroso, sentiva forte l'impegno verso i poveri e i malati di cui condivideva le sofferenze, senza che la sua famiglia sapesse delle sue opere caritative. In un momento storico caratterizzato da grandi lotte sociali, si impegnò con convinzione e generosità nell'Azione cattolica e nella Fuci e aderì convintamente al Partito popolare fondato da don Luigi Sturzo manifestando una netta opposizione al fascismo e all'entrata in guerra dell'Italia durante il primo conflitto mondiale.

Qualcuno ha affermato che quando si vorrà ricostruire la storia religiosa d'Italia nella prima metà del secolo ventesimo, non si potrà fare a meno di scrivere a caratteri d'oro il nome di Pier Giorgio Frassati. Ed in effetti è una figura che scalda i cuori di migliaia di giovani nel mondo che lo considerano un amico speciale che ispira fiducia. Può essere un riferimento importante anche per i tanti giovani del nostro territorio che partecipano attivamente alle diverse e preziose iniziative promosse dalla Pastorale giovanile diocesana. Sono giovani che costituiscono la speranza della comunità credente e civile della nostra diocesi.

Anch'io provo sentimenti di gratitudine nei confronti di Pier Giorgio Frassati, definito “l'uomo delle otto beatitudini” da papa Wojtyla e spero che in questo nostro tempo in cui la violenza bellica si è ripresentata tragicamente sulla ribalta mondiale la sua testimonianza ci può aiutare ad amare la bellezza del creato e della fede.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Gli eccessi alimentari che caratterizzano le giornate in molte delle case del nostro territorio non devono farci distogliere lo sguardo da ciò che ci ha detto e ci ha lasciato quest’anno in eredità.

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