Amadeus e Fiorello, il clan dei siciliani al Festival di Sanremo

fumetto di Salvino Caputo

Giuro che non mi sottoporrò mai più nella mia vita galera al martirologio di codifica di un minuziosissimo articolo sul Festival di Sanremo. Purtroppo mi fotte la stima infinita vs Enzo Ganci direttore di Monreale News e l’amore verso un quotidiano online ricambiato da tutto lo staff di redazione e dal mio direttore.

In sintesi, alle ore 20 mi sono barricato in cucina con il mio monitor professionale, la mia cuffia Akg e il mio mega televisore a 65 pollici, aspettando il fischio d’inizio del festival sanremese. Ho letteralmente riempito 250 fogli di carta A4 ed ho fumato 20 sigarette, facendole fluttuare con il mio delicato bicchiere di vino siciliano. Finalmente la nostra Rai manda in onda il Festival! Primo piano su quel discolo e meraviglioso Fiorello che esordisce con l’imitazione del Papa gesuita Bergoglio che lancia un messaggio di pace al mondo; Fiorello continua la sua performance con uno sfottò solenne ad Amadeus, deus ex machina del festival, ed alle Sardine fotografate con Benetton. Dopo 35 anni di amicizia, Fiorello ed Amadeus dettano il manifesto del Clan dei Siciliani in materia di show, musica e spettacolo dal vivo. La prima sfida del Festival riguarda i giovani e le nuove proposte. Scendono sull’arena del palco Tecla Insolia vs Eugenio in via di gioia. “Otto Marzo” è il titolo della canzone di Tecla e “Tsunami” è il titolo della canzone di Eugenio. Con il 50,6% del voto della giuria demoscopica, va alle semifinali della kermesse sanremese la tenerissima Tecla. Si cimentano sul palco Fadi vs Leo Gasmann; con il 54% dei voti della giuria demoscopica, accede alle semifinali Leo Gasmann, nipote del grande e incommensurabile Vittorio. Contrappunti Jazz con l’ospite d’onore Tiziano Ferro che interpreta magistralmente “Nel blu dipinto di Blu” di Domenico Modugno.

E’ il turno di Achille Lauro con la canzone “Me ne frego” in costume adamitico; mi ha fatto tenerezza perché dietro il me ne frego c’è il baratro, l’abisso per tanti nostri giovani smarriti e senza bussola culturale di questo nostro tempo mafioso. Finalmente arrivano i Big con Irene Grandi che si cimenta in un brano delicato del nostro mitico Vasco Rossi. “Cantare è il posto mio” è l’ultimo brano scritto dal nostro Blasco Internazionale. Irene Grandi bellissima ci mette l’anima ed un’ottima interpretazione. Purtroppo per la Grandi, Vasco quando scrive una canzone è l’unico a poterla interpretare caricandola del suo sacro furore. Seguono in gara per i Big, Marco Masini e Rita Pavone con il brano “Niente (Resilienza 74) dedicata alle profonde delusioni delle donne con i compagni di una vita; Diodato con “Fai Rumore” un brano godibile e rilassante e Le Vibrazioni con “Dov’è” un disperato tentativo di ritrovare le chiavi di casa. Tralasciamo gli eterni presenti in tutte le televisioni italiane “Albano e Romina Power” che si sono esibiti da ospiti e partecipanti al Festival con un brano di Malgioglio e Al Bano Carrisi. Tiziano Ferro cerca di riparare con un omaggio all’immensa Mia Martini, interpretando “Almeno tu nell’Universo”. E’ il turno di Anastasio con “Rosso di Rabbia” un brano rap introspettivo ed incazzato nero. A questo punto cruciale del festival, finalmente un’illuminazione! Arriva Pierfrancesco Favino in compagnia degli attori di “Gli Anni più Belli”, a febbraio in tutte le sale cinematografiche italiane. Ottava cantante in gara Elodie con “Andromeda” zeppa di grossolani punti d’interpunzione del mio adorabile S. Pietro alla ricerca delle chiavi del paradiso.

Bugo e Morgan cantano “Sincero”, dammi una lametta che mi taglio le vene, imprecherebbe Donatella Rettore. Super ospite della serata Emma Marrone con “Stupida Allegria” ed esplode il linguaggio multietnico del villaggio globale musicale. Alberto Urso canta “Il Sole ad Est” come la cicogna nella Turandot. Fuori concorso Antonio Maggio e Jessica Notaro cantano “La Faccia e il Cuore” quando il vero vissuto spacca l’anima, ti sfregia il viso e ti devasta il cervello. Tralascio Riki e chiudo con Raphael Gualazzi con la sua “Carioca”; tra virtuosismi al pianoforte ed inni Carioca, resta solo la scala Richter. In conclusione, trascrivo la classifica della prima serata sanremese by giuria demoscopica. Primi in classifica “Le Vibrazioni” seguono al secondo posto Elodie, al terzo posto Diodato, al quarto Irene Grandi, al quinto Marco Masini, al sesto Alberto Urso, al settimo Gualazzi, all’ottavo Anastasio, al nono Achille Lauro, al decimo Rita Pavone, all’undecimo Richi, al dodicesimo posto Burgo e Morgan.
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