La vera amicizia non è più prioritaria nel gotha dei valori

fumetto di Salvino Caputo

Scriveva Riccardo Cocciante nella sua celebre canzone “Un nuovo amico”: “Perché un amico se lo svegli di notte, è capitato già… esce in pigiama e prende anche le botte e poi te le ridà”.

Mi permetto di dilatare i contenuti del celebre cantautore italiano, a modo mio: Non dico che andrei a piedi da Monreale a Giacalone per tuffarmi nella fossa del leone della mitica vasca gelata, che ristora ancora la sete di migliaia di visitatori. Certamente condividerei una montagna di empatie culturali ed affinità elettive, con i miei amici del cuore; un vero amico ti spacca il cuore in fedeltà, stima, amore, abnegazione. L’Amicizia è un super valore, una luce, un faro alimentato dal vecchio petrolio, un salva vita che supera l’ultra tecnologia degli impianti elettrici moderni; amicizia è soul, condivisione di sofferenza e pathos in questa vita galera. Ringrazio il buon Dio di avere ancora pochi amici doc che amo straordinariamente. Seneca in una sua celebre lettera al giovane Lucilio, scriveva: “Mi scrivi di avere consegnato delle lettere per me ad un amico; ma poi mi avverti di non metterlo a parte di tutto ciò che ti riguarda, perché neppure tu sei solito farlo. Così nella stessa lettera affermi e neghi che egli ti è amico”.

Se hai usato il vocabolo con un significato generico e hai chiamato amico quel tale, ti schiarisco le tue esitazioni attraverso il pensiero moderno del terzo millennio: Noi chiamiamo onorevoli gli eletti al parlamento dei governi democratici, salutiamo con la parola signori le persone che incontriamo, se non ci viene in mente il nome, passi pure; consideriamo amici sui social i potenziali nostri followers o amici occasionali, direi conoscenti. Ma se stimi amico, amica una persona in carne ed ossa, e poi non hai in lui, in lei, la stessa fiducia che hai in te stesso, commetti un grave errore e ignori il valore della vera amicizia”. Sarò stato spesso uno stupido testone, ma ho sempre amato e adorato i miei amici- Pochi, ma superlativi. Nella mia vecchiaia mi deprime perdere un amico per duemila incomprensioni o equivoci; cercherò sempre di recuperarlo e rispettarlo nella nuova dimensione dell’amicizia multietnica e senza frontiere. L’amicizia non è un algoritmo funzione della maledetta matematica, l’amicizia vera è funzione dell’anima, della cultura e dei veri valori di questa vita materiale senza ritorno. Chi trova un amico, trova un tesoro inestimabile! Chi perde un amico, apre nel suo cuore un vulnus insanabile.
COPYRIGHT©BY SALVINO CAPUTO

 

 

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