Sanremo, è stata la serata dei duetti

fumetto di Salvino Caputo

Emozionante Claudio Bisio che si sofferma sul contrasto genitori-figli

Apertura della serata del Festival con la solita canzone retrò di Baglioni “Accorrete Pubblico” ed il solito balletto acrobatico. A seguire, Virginia Raffaele e Bisio con gli stancanti segni d’interpunzione.

Novità, la Giuria d’Onore per la premiazione del migliore duetto di questa serata festivaliera: Mauro Pagani (Presidente), Elena Sofia Ricci, Claudia Pandolfi, Serena Dandini e Beppe Severgnini, i componenti. Ospite speciale della serata, Luciano Ligabue, che omaggia Francesco Guccini, il romagnolo purosangue, cantautore “dell’Avvelenata” e della contestazione studentesca del 68. Premetto che Francesco Guccini nel 68 mi faceva sorridere! La vera, unica contestazione per il diritto allo studio e lo smottamento dei baroni dell’università, l’abbiamo operata i compagni extra-parlamentari guidati dai mitici Mario Mineo, Rossana Rossanda e Luigi Pintor. In ogni caso, il candido Guccini doveva essere omaggiato in sede festivaliera, solo ed esclusivamente da Francesco De Gregori, l’unico cantautore italiano che, insieme a Claudio Lolli, ha elaborato nella sua vasta produzione poetica, un salto in alto da record rispetto alla progressione cantautoriale del Guccini compagno del tempo che fu.


De Gregori si sganciò mirabilmente dal ruolo del cantautore prototipo di sinistra e preferì fondare la vera canzone d’autore, sull’estremo lirismo dei sentimenti e delle passioni umane, sulle utopie e le contraddizioni di una società in conflitto e senza prospettive, sull’armonia ed il bel canto. Non è stato un caso fortuito che De Gregori si fosse formato al “Folk Studio di Roma”, il più grande laboratorio di musica italiana. Non voglio umiliare né il festival, né il suo dirottatore artistico, ma la vera cultura è tutta un’altra storia, direbbero impazziti Withe e Sciascia. Caro Baglioni, la vera cultura è l’espressione più infinita della creatività, del sentimento e dell’immaginazione; non puoi relegarla all’architettura o al mero business e la popolarità. La Cultura è la sintesi e il soul della nostra storia, delle nostre radici e della costruzione di un futuro senza vincitori nè vinti, fondato sull’uguaglianza, la fraternità e la libertà di dare voce a tutte le creature del pianeta terra, senza privilegi e piramidi sociali.
Abbattere i nuovi muri che si stanno alzando sulla capoccia di milioni di cittadini, è e sarà la nuova sfida del terzo millennio. Direbbe Ivano Fossati: Sarà la musica che gira intorno, quella che non ha futuro, saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro. Implacabilmente cominciano i duetti dei 24 cantanti in gara 01)Federica Carta e Shade con Cristina D’Avena 02) Motta e Nada 03) Irama e Noemi 04) Patty Pravo e Briga con G. Caccamo 05) Negrita con E. Ruggeri e R. Paci 06) Volo con A. Quarta 07) Arisa con T. Hadley ex Spandau Ballet 08) Mahmood con G. Pequeno 09) Ghemon con Diodato ed i Calibro 35 10) Francesco Renga con Bungaro ed Eleonora Abbagnato 11) Ultimo con Fabrizio Moro 12) Nek con Neri Marcorè 13) Boombadash con Rocco Hunt ed i musicisti cantori di Milano 14) The Zen Circus con Brunori SAS 15) Paola Turci e Giuseppe Fiorello 16) Anna Tatangelo e Syria 17) Ex Otago e Jack Savoretti 18) E. Nigiotti e Paolo Jannacci con Marco Ottoni 19) Loredana Bertè e Irene Grandi 20) Daniele Silvestri ed Emanuele Agnelli 21) Einar con Biondo e S. Silvestre 22) S. Cristicchi con Ermal Meta 23) Nino D’Angelo con Livio Cori ed i Sottotono 24) Achille Lauro e Morgan.


Da segnalare in questa penultima serata del festival, due momenti toccanti della manifestazione canora: il vero omaggio a Guccini con la sua canzone laica “Dio è morto” contro il bigottismo imperante. La musica ed il testo di Guccini, sono un capolavoro di alta religiosità e di supremo chapeau a Gesù di Nazareth ed al nostro incommensurabile Padre Celeste.
Emozionante la lettura di Claudio Bisio di un testo estremamente drammatico, dedicato ai contrasti quotidiani tra padri e figli in questa società allo sbando, in tema di educazione in famiglia. Mi auguro che vivano cent’anni quei tenerissimi papà e mamme che si prodigano all’infinito per formare i propri figli al rispetto, l’educazione, l’umiltà, la perseveranza nello studio, l’amore verso gli altri e la solidarietà senza frontiere e colore della pelle. Mi auguro altresì che i giovani recepiscano un messaggio elementare: Essere Padri e Madri, vuol dire amare con tutto l’amore possibile e senza tempo.

COPYRIGHT ©BY SALVINO CAPUTO

 

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