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Himera: occasione mancata o prospettiva di sviluppo? Tutto dipende da come immaginiamo il futuro

fumetto di Michele D'Amico

Parliamo di una città fondata da greci di origine calcidese e dorica nel 648 a.C. LE FOTO

Himera, città fondata da greci di origine calcidese e dorica nel 648 a.C., deve il suo rapido sviluppo soprattutto alla sua posizione geografica particolarmente favorevole, al centro di un ampio golfo, tra i promontori di Cefalù e di Termini Imerese, in prossimità della foce del fiume Imera Settentrionale, importante arteria di collegamento verso la Sicilia centrale e meridionale.

Himera, che ebbe un rapido sviluppo edilizio e demografico documentato dai grandi impianti urbanistici realizzati, la si può ancora attualmente ammirare, o meglio si può ammirare quel che resta, anche se quel che resta, a volte, viene nascosto grazie a decisioni tecniche dove la ragione fa fatica a trovare ospitalità.

Naturalmente Himera è sempre nello stesso luogo, continua ad occupare la medesima posizione geografica sin da quando i primi greci misero piede su quel territorio. Di Himera resta infatti una parte del Tempio della Vittoria a ricordare la vittoria che i greci, aiutati dalle truppe di Falaride tiranno di Agrigento, ebbero sui cartaginesi. Del Tempio della Vittoria possiamo scorgere nonostante l’erba alta, inequivocabile segnale di poca manutenzione, pezzi di colonne rimaste in piedi. A pochissimi metri dal Tempio, esattamente nella parte che guarda verso il mare, era presente una notevole quantità di altri blocchi di colonna del medesimo tempio. Uno studio fatto dagli archeologi dalla Soprintendenza di Palermo determinò la scelta di nascondere i resti su di un terreno adiacente anziché collocarli sulle colonne del tempio, così come stabilito da uno studio precedentemente effettuato.

Il futuro dipende da come lo immaginiamo. Il precedente Assessore ai Beni Culturali, Vittorio Sgarbi, è riuscito ad immaginare il luogo in cui erigere il tempio G di Selinunte avvalendosi di una ricostruzione studiata e immaginata. Ad Himera, nonostante vi sia il materiale per potere ricostruire, quantomeno in parte, il Tempio della Vittoria, si lasciano marcire pezzi di storia millenaria avvolta dal silenzio generale.

Qualche anno fa, esattamente nell’estate del 2016, l’amministrazione dipartimentale guidata allora dall’ottimo dirigente generale Gaetano Pennino, grazie al fattivo contributo e al lavoro svolto da tutto il personale del sito archeologico di Himera,  venne inaugurato un nuovo museo proprio all’interno del medesimo sito intitolandolo a Pirro Marconi, ovvero all’archeologo che tra il 1929 e il 1930 portò alla luce proprio il Tempio della Vittoria.

Il Progetto di restauro del nuovo sito museale è stato redatto anni prima dalla direzione del Parco di Himera, successivamente rivisto e diretto dall’architetto Enrico Caruso, attuale direttore del Parco di Selinunte, e dall’allora direttrice del Parco di Himera l’archeologa Agata Villa.

Il nuovo plesso museale è stato realizzato con fondi della comunità europea all’interno di un caseggiato rurale a pochi metri dal Tempio della Vittoria dove trova posto una sezione espositiva dedicata proprio ai resti che sono stati ritrovati al momento della scoperta del medesimo tempio e ai reperti della necropoli.

Il nuovo plesso museale rappresenta un vero gioiello dalle potenzialità immense. In esso sono stati installati i più moderni sistemi di sicurezza e di comunicazione attualmente esistenti, corredati da strumenti tecnologici avanzatissimi e di grande pregio che permettono al visitatore di immergersi nella realtà di massimo splendore della colonia greca. Non dimentichiamo che il sito archeologico di Himera espone la famosissima Phiale Aurea, un bene culturale di rarissima bellezza e annoverabile tra i più importanti beni culturali della storia della Sicilia.

Spontaneo chiedersi per quali motivi il sito archeologico di Himera venga visitato sempre più da un numero risibile di utenti nonostante l’incremento dell’offerta culturale determinato dell’apertura di un nuovo complesso museale di grande pregio e ribadiamo all’avanguardia dal punto di vista della tecnologia applicata. Spontaneo chiedersi cosa fare per invertire la tendenza di scarsissima affluenza.

Il nuovo complesso museale è almeno diventato punto di riferimento delle scolaresche della provincia di Palermo e dei paesini vicini, all’interno del quale si produce un’intensa e proficua attività didattica, essenziale per far maturare la consapevolezza, in ciascun bambino, dell’importanza del patrimonio culturale che millenni di dominazioni hanno lasciato a tutti noi, innanzitutto per salvaguardarlo, quindi conservarlo e farlo fruire. È certamente un’attività che fa ben sperare per il futuro ma da sola non risponde alle domande poste.

E allora dalle pagine di questo giornale si vuole elevare a gran voce il grido di dolore per un’occasione mancata di sviluppo di un territorio tanto ricco quanto bistrattato dal punto di vista della fruibilità del bene culturale, in un territorio, tra l’altro, che si trova in mezzo tra Palermo e Cefalù, ottimamente collegato dalle due città dal punto di vista autostradale e ferroviario.

Chiediamo a gran voce all’attuale Assessore ai Beni Culturali di provare a porre in essere un piano strategico di valorizzazione, di partecipazione e di sviluppo e di promuovere iniziative che mirino al coinvolgimento dell’attuale Assessore al Turismo, delle comunità e di tutti gli attori locali, dai sindaci agli imprenditori turistici, in una logica di partecipazione alle scelte che permetta al piano di avere una verifica dal basso verso lʼalto, attraverso un costante feedback tra le strategie individuate e il processo di consultazione messo in atto. Lʼacquisizione e il sostegno del mondo dell’imprenditoria turistica e della comunità sociale alle iniziative di valorizzazione è indispensabile perché i progetti non siano soprascritti, come purtroppo adesso si sta verificando, alla realtà sociale ma, al contrario, tendano ad integrarsi nella realtà dei luoghi. 

Himera vantava tra i suoi cittadini illustri uomini come il poeta lirico Stesicoro e diversi atleti vincitori dei giochi olimpici. Si può essere certi che con una maggiore attenzione da parte della politica regionale, di quella locale, del mondo imprenditoriale che si muove nell’ambito turistico e delle comunità locali, Himera possa ritornare a vincere e ricoprire un ruolo di primissimo piano nell’ambito del consesso del bene culturale siciliano, almeno pari all’importanza che la storia della città greca ha tramandato a tutti noi.

 

Commenti  

#1 Armando 2019-01-20 12:18
Ottimo articolo di Michele D'Amico. Un ennesimo esempio di quello che si potrebbe fare e che invece non si fa, delle potenzialità che non diventano concrete realizzazioni capaci di dare risposte non soltanto culturali ma anche economiche.
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#2 Francesco 2019-01-23 09:54
Grazie, Michele. Il tuo articolo invoglia a recarsi sul sito per visitarlo. E suscita, come al solito, un sentimento di frustrazione per la consapevolezza di quanto "gli addetti ai lavori" facciano poco per la valorizzazione del nostro immenso e meraviglioso patrimonio culturale.
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