La Biblioteca Centrale della Regione Siciliana: un servizio che sta "morendo"

fumetto di Michele D'Amico

Le biblioteche, luoghi della cultura e della memoria dei popoli, sono purtroppo trascurate dall’amministrazione regionale dei beni culturali in Sicilia. Uno dei casi più lampanti è rappresentato dalla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, che negli ultimi venti (20) anni non è stata adeguata alle norme di sicurezza imposte dal D.P.R. 418/1995.

Con l’incendio avvenuto nel 2015 e il successivo intervento dei Vigili del Fuoco, sono emerse le inadeguatezze della maggiore biblioteca siciliana e la trascuratezza delle amministrazioni regionali che si sono succedute nel corso degli anni.
Nel 2016 i Vigili del Fuoco, rilevando una serie di inadempienze nella sicurezza, hanno portato la direzione regionale dei beni culturali alla chiusura della biblioteca, nell’attesa di una sua messa in regola.
Nel corso del secondo semestre 2016, con un notevole sforzo da parte dell’amministrazione centrale e, in particolare, degli uffici amministrativi della medesima biblioteca di corso Vittorio Emanuele sono state affidate oltre 50 forniture di beni e servizi riferite all’adeguamento, alle prescrizioni impartite dagli organi di vigilanza (Vigili del Fuoco). Purtroppo tutto questo lavoro non è bastato per potere riaprire, seppure parzialmente, la biblioteca.
Per potere riaprire la biblioteca, ottenendo l’autorizzazione dei Vigili del Fuoco, sono necessari ancora alcuni interventi sul magazzino principale delle monografie e la redazione di un particolare tipo di piano di evacuazione, il tutto stimabile per un importo complessivo di poco meno di 100 mila euro.
Allo stato attuale, essendo attivo solo il bilancio provvisorio, tutte le richieste fatte dalla Biblioteca al dipartimento Beni Culturali, chiedendo di finanziare quanto richiesto, per un’apertura, seppure parziale della Biblioteca, sono ancora in attesa di una risposta.
Purtroppo i problemi della Biblioteca non finiscono qui. Per un’apertura completa dell’Istituto sono ancora necessari:
1. i fondi per creare il sistema di spegnimento del magazzino periodici;
2. i fondi per creare lo spegnimento automatico del magazzino Antiqua;
3. Il potenziamento dell’anello ad acqua attualmente esistente;
4. la creazione di un sistema centralizzato di riscaldamento e raffreddamento dell’Istituto, in particolare per quanto riguarda le sale di lettura.
Per l’apertura completa della maggiore biblioteca siciliana, fondata per ordine di Ferdinando I di Borbone, sarebbe indispensabile, oltre allo stanziamento dei necessari fondi, la presenza di un architetto, ma il dipartimento dei Beni Culturali, che destina architetti a dirigere unità bibliografiche o musei d’arte, nonostante le tante richieste, ha ritenuto di non doverne assegnare almeno uno alla biblioteca.
L’ultimo, ma non ultimo problema della stessa, è la mancanza di spazi dove collocare i libri.
La mancanza di spazi è ormai un problema atavico, posto già all’attenzione del “fu” direttore generale Alberto Bombace, cui la biblioteca è intestata, che non fece niente per risolvere il problema. La biblioteca ha finito gli spazi ormai da parecchi anni ed è assolutamente necessario trovarne nuovi per l’espansione.
Un ultimo punto riguarda gli acquisti delle nuove pubblicazioni e dei periodici, che rendono una biblioteca vitale. La Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, ormai da molti anni, non è in grado di potere comprare neanche un libro per la mancanza dei necessari fondi. Avviene così che la maggiore biblioteca siciliana sta lentamente, ma gradualmente, morendo.

Cronologia essenziale della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana
1778: viene fondata la Biblioteca reale per ordine di Ferdinando I di Borbone.
1860: i gesuiti sono cacciati dalla Sicilia per la terza volta e la Biblioteca reale donata alla pubblica fruizione.
1870: la biblioteca acquisisce il titolo di Biblioteca nazionale.
1977: la Biblioteca passa alla regione siciliana assumendo il titolo di: Biblioteca Centrale della Regione Siciliana.
1979: a seguito di un crollo in cui muoiono tre operai vengono evidenziati alcuni problemi strutturali della Biblioteca, cui si pone rimedio.
2002: Il dottor Loiacono chiude la Biblioteca chiedendo siano attuate le misure antincendio previste dal DPR 418/95.
2002: Il dottor Lo Iacono, direttore pro tempore della Biblioteca viene rimosso e sostituito con il dottor Gullo, ma non sono realizzati gli interventi richiesti dal dottor Lo Iacono sulla sicurezza.
2007-2008: Il dottor Gullo presenta ai Vigili del Fuoco un progetto di adeguamento alla normativa antincendio, il quale non è mai stato realizzato.
2015: il 15 febbraio 2015 un incendio in Biblioteca porta all’intervento dei Vigili del Fuoco.
2015: i Vigili del Fuoco osservano il mancato adeguamento della Biblioteca alla normativa antincendio del 1995!
2015: Si avviano le pratiche per il finanziamento die necessari lavori. Nel frattempo i Vigili del Fuoco impongono la riduzione dei servizi della Biblioteca.
2016: Il 13 luglio 2016 il Dirigente generale impone la chiusura di tutti i servizi della Biblioteca, anche quelli online.
2016 secondo semestre: Il Dipartimento fornisce i necessari finanziamenti per la messa a norma della Biblioteca, come previsto da una legge del 1995.
2016 luglio-dicembre 2016: Con enormi difficoltà, non avendo a disposizione un architetto, la Biblioteca destina oltre 50 appalti, relativi alla sicurezza e interventi strutturali sull’edificio.
2016 dicembre. I Vigili del Fuoco approvano la deroga chiesta dalla Biblioteca relativamente il magazzino monografie, ma impongono nuove misure di sicurezza.
2016 dicembre: La Biblioteca chiude un ulteriore finanziamento per le ultime opere, senza ricevere alcuna risposta dal Dipartimento beni culturali.
2017 gennaio: La Biblioteca rinnova la richiesta di finanziamento, senza ricevere alcuna risposta.

 

 

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