Se tutto va bene... siamo salvi

fumetto di Totò Caltagirone

Palermo città dalle mille problematiche, dai mille volti, dai mille colori, dai mille sapori, dai mille odori. Palermo città di conquista, di dominazione, di riscatto e di sofferte liberazioni. Palermo città avvilita, mortificata, umiliata e salvata. E’ questo da secoli il destino di una città contaminata da una infinità di popoli, di mercanti, di mercenari che sono passati da questa terra e su questa terra. Ieri sera l’ennesima reazione di un “popolo” ad un destino segnatamente atroce, così come la peste del 1575, che si stava abbattendo sulla città.

Era il popolo sportivo che stava per vivere l’ennesima sciagura quasi cercata e voluta dal mercante friulano, che avvolto in uno splendido mantello di velluto e con la bisaccia piena di monete, da un anno aveva fatto il bello ed il cattivo tempo secondo ciò che i suoi calcoli matematici gli suggerivano. Il mercante, a volte buono a volte no, ha comprato e venduto gran parte della sua mercanzia, ha cacciato servitori, aiutanti e consiglieri con la facilità di chi ha il gioco in mano e può fare ciò che vuole, non tenendo conto, che dall’altro lato c’erano affetti, sentimenti, sofferte passioni e amori.

Un gioco scellerato, per alcuni versi, che ha fatto sì che quel popolo fragile si sottomettesse, ancor di più, al mercante friulano, nella speranza che ritornasse in sè e permettesse ad un gruppo di giocatori confusi e sfiduciati di combattere la loro battaglia con dignità e con onore, insieme a quella parte della città sottomessa in attesa del verdetto finale. Il mercante ha capito ed ha lasciato fare i suoi uomini e anche la città ha capito e ha spinto i propri soldati alitando sul loro collo, urlando quanto più non avrebbe potuto, nella speranza di farli volare e condurli ad una vittoria fino a qualche settimana fa insperata.

Ed ancora una volta Palermo è riuscita a salvarsi. Un popolo felice per una vittoria per la salvezza, non per un titolo. Una Palermo abituata, fin troppo, alla mediocrità, che gioisce per poco e che si accontenta anche di una moneta caduta dalla bisaccia del mercante di turno che passa per le vie di questa bella ed impossibile città. Ieri sera, forse, un altro miracolo, calcistico si intende, per i palermitani che aspettano, rimandano, sperano e si affidano. Anche il cielo era rosanero, anche il cielo era dalla parte dei palermitani che attendono che un miracolo, prima o poi, arrivi. E allura ancora ‘na vota: Viva Palermu e Santa Rusulia!!!!!

 

 

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