Odore di chiuso

Odore-di-chiuso

Di Marco Malvaldi

Se non vi siete mai rassegnati alla morte dello stile, della gentilezza e della scrittura garbata, allora questo noir è per voi. Siamo alla fine dell’Ottocento e Pellegrino Artusi ,sì, proprio lui, il maestro della gastronomia raffinata e meticolosamente descritta nel libro “La scienza in cucina e l’atre di mangiar bene” divenuto un best seller della letteratura non solo gastronomica, si trova ospite del barone Romualdo Bonaiuti, presso un castello al centro della Maremma tanto cara a Giosuè Carducci.

Va detto, anzi, che Carducci è addirittura un personaggio, seppure di secondo piano, della storia, ma vi entra a pieno titolo, perché protagonista di un episodio gustoso in cui si gode appieno dell’umorismo dell’Autore.

Al castello vivono anche la baronessa madre, rigorosamente in sedia a rotelle, il maggiordomo Teodoro e la cameriera Agatina, nonché i figli del barone: due maschi, Gaddo e Lapo, puntualmente nullafacenti e Cecilia, il cui indubbio talento per la medicina è sprecato e soffocato (oggi diremmo “frustrato”), come bene si addice a una fanciulla per bene di fine Ottocento, dedita alle arti donnesche.

Ospite del barone è anche il fotografo Ciceri, del quale nessuno sa bene cosa sia venuto a fare al castello, condizione peraltro del tutto analoga a quella di Artusi. Quadretto idilliaco ideale per far maturare il delitto.

Teodoro viene trovato avvelenato e subito dopo una schioppettata ferisce il barone. Agatina è la prima sospettata, ma, quando il caso sembra risolto, il fiuto non solo alimentare di Pellegrino Artusi fornirà al delegato di polizia la chiave per la risoluzione vera.

Nella narrazione si avverte l’estrazione culturale dell’Autore che è chimico e conosce la storia della chimica e sa usarla a fini narrativi. Quello che piace davvero, al di là dell’intreccio simpatico, è il continuo intercalare dell’Autore dei suoi commenti in piena narrazione, le sue uscite spontanee e umoristiche che interpretano alla perfezione lo stato d’animo del lettore del ventunesimo secolo: esattamente le parole che ci verrebbero in bocca se fossimo presenti fra i personaggi.

Ci si guadagna anche una ricetta interessante da provare: il tonno alla zingara, descritto all’Artusi dalla cuoca del castello. Perché no?

Rosa La Rosa

Odore di chiuso
di Marco Malvaldi

Editore: Sellerio

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