L’incontro

incontro

Di Michela Murgia

Torniamo volentieri a leggere Michela Murgia che abbiamo conosciuto grazie all’”Accabadora”. Stavolta siamo immersi nella Sardegna di neanche tanti anni fa: fra il 1985 e il 1986, quando Maurizio, il protagonista di dieci anni, non vede l’ora che venga l’estate per andare dai nonni a Crabas.

I ricordi di bande e scorribande infantili è però argutamente preceduto dal prologo nel quale l’Autrice spiega la radice della comunicazione che si instaura fra bambini e che rende davvero fratelli: Abbiamo giocato nella stessa strada. La strada, luogo pubblico, eppure luogo di complicità, dove si rispettano le regole non scritte e per questo sacre del gioco di bambini. Luogo del confronto, dell’invidia e dell’emulazione.

Luogo della condivisione solidale, della fedeltà giurata e del tradimento infame. I ricordi si dipanano fra il tetto della parrocchia, i sotterranei della chiesa, il folto dello stagno e le serate trascorse ad ascoltare storie di fantasmi, godendo del fresco davanti alla porta di casa, per strada. E’ singolare, e anche comico, come le liti fra bambini possano diventare liti fra adulti in un paese fino ad allora unito, allorché un nuovo prete, appena arrivato, si permette di fondare una nuova chiesa.

Le invidie e le rivalità, tollerabili e anzi “giuste” fra ragazzini, si trasferiscono allora agli adulti e si riversano nel loro fanatismo, alimentate dalla loro ignoranza. Si creano due fazioni entrambe bigotte e agguerrite che si contendono il territorio, i “clienti”, i parrocchiani, i seguaci, le processioni, il “prestigio”. In tutto ciò, si perde il valore fondamentale del paese di Crabas: il noi e la coniugazione di tutte le azioni al presente plurale.

Esiste un noi che il bambino avverte e di cui chiede i confini ai grandi, i quali, non potendogli dare spiegazioni esaurienti, perché non ne esistono, adducono delle definizioni del pronome come solo può darle la persona faziosa e visceralmente parziale. Non può non tornare alla mente, nel leggere il libro gustosissimo della Murgia, la novella di Verga “Guerra di santi”, sebbene con un grande scarto di tempi e di registro.

“Guerra di santi” narra la tragedia della miseria, mentre denigra, sia pure bonariamente, l’ignoranza e la faziosità. “L’incontro” di Murgia descrive la stupidità collettiva, vista con gli occhi del bambino, con tono delicato e ironico e a tratti comico. La prosa è viva, la parola è scelta, la tensione verso l’epilogo è crescente. Romanzo finissimo e gradevole.

Rosa La Rosa

L’incontro
di Michela Murgia

Editore: Einaudi

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