I pesci non chiudono gli occhi

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Di Erri De Luca

Tutti abbiamo un disco che riascoltiamo volentieri, per respirare un soffio di bellezza: una vecchia canzone, o un bel concerto. Questo libro lo terremo accanto a quel disco. Lo rileggeremo più volte, perché è bellissimo, perché è poetico, perché parla di un’infanzia al mare fatta di conoscenza, di storie familiari, di storia nazionale, ma soprattutto di scoperta di sé. Un bambino è al mare, in vacanza con la sua mamma.

E’ schivo, preferisce la lettura al gioco con la palla, non si imbranca facilmente, frequenta più i pescatori anziani, dando loro una mano e imparando le nozioni fondamentali di un mestiere duro e solitario, che i ragazzini che si contendono la spiaggia come territorio di caccia. Una ragazzina lo incuriosisce, perché legge anche lei e si dedica all’enigmistica, come lui.

Parla volentieri di animali e di giustizia con grande sicurezza e trasuda volontà e determinazione. Verranno le percosse, perché lui sfiderà il branco da solo, per essere assalito, affinché il corpo, conoscendo le ferite e il dolore si dia una mossa e cresca. La ragazzina vede la scena e premedita una vendetta ragionata, in nome di un suo concetto di “giustizia” che non gli spiega, ma che ha molto vivo.

L’idea di amore che i due conoscono alla fine è fresca, giovane, poetica e grandiosa e non vogliamo deturparla con le anticipazioni. La storia in sé sarebbe debole se non fosse sorretta dalle osservazioni straordinarie e verissime dell’Autore. Ci sono pagine sui tramonti e sulle albe, sul vulcano, sui fuochi d’artificio e sul modo di guardarli della gente che leggiamo d’un fiato e che sentiamo subito il bisogno di rileggere per la loro bellezza.

La storia del papà andato in America a cercar fortuna, che la trova e scrive alla mamma provoca il silenzio assorto della mamma che non vuol saperne di lasciare Napoli. Il bambino, prima che la mamma decida, si schiera con lei e approva al buio qualunque decisione, perché si sente già autosufficiente e sa di avere in sé tutto quanto gli occorre, dovunque si trovi.

Ma si pente, poi, di averlo detto e sente di aver perso un’occasione per tacere, di aver tradito quel silenzio che ha scelto come regola di vita. Da qui il campo narrativo si allarga a un’analisi leggera e profonda del rapporto col padre, con la madre, con la sorella, con la nonna.

La conoscenza di sé, vero grande ostacolo per tutti noi, percorso difficile, reso ostico spesso dalla nostra stessa vanità che indebolisce la nostra capacità di analisi, diventa la vera storia e ci affascina perché non possiamo non condividere tante riflessioni che abbiamo per tanto tempo relegato al buio della dimenticanza superficiale e fatua. Chi leggerà questo libro, peraltro breve, lo porterà con sé nelle sue vacanze migliori e lo rileggerà per saziare il desiderio primordiale e incontenibile di Bellezza.

Rosa La Rosa

I pesci non chiudono gli occhi
di Erri De Luca

Editore: Universale Economica Feltrinelli

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