Una voce di notte

Una voce di notte

Di Andrea Camilleri

Desidero cominciare questo invito alla lettura dell’ultima avventura del commissario Montalbano con un ringraziamento sentito all’Autore poiché la lettura di alcune pagine è stata un balsamo alla mia coscienza di cittadina italiana troppo spesso vittima di mancato rispetto delle regole e di conseguenza, di ingiustizie, che fanno a volte quasi perdere il lume della ragione perché le loro denunce si infrangono sui soliti muri di gomma.

Mi spiego: quante volte vi sarà capitato di essere fermi al semaforo rosso e vedere il solito furbo che passa, o meglio ancora, in coda nel traffico o fermi sulle strisce pedonali e sempre il solito furbo che suona il clacson infastidito perché tu non passi, perché tu non travolgi il pedone, allora lui, offeso e adirato, sgomma e impreca nella tua direzione, ricordandoti le presunte attività lavorative di madri e antenate, lui il furbo, il più bravo di tutti, colui che tutto può, ti sorpassa rombando…

Questa non è che una piccola parte di quello che accade oggi nel nostro Paese, dove chi subisce un torto diventa il colpevole, mentre il sopraffattore è l’eroe, l’esempio sul quale dovresti modellare la tua vita altrimenti sarai bollato come “imbecille”. Per fortuna il mondo è ancora pieno di buon senso, di bravi commissari di polizia, di bravi giornalisti e in generale di ottime persone che fanno splendere il sole anche nei momenti più grigi.

Momenti nei quali ci si rende conto che l’età avanza, ci si ritrova a 58 anni, e all’improvviso la memoria non regge più; si cominciano a dimenticare particolari importanti, o non si riesce più a dormire bene a causa della lenta digestione di un “purpo” che non voleva saperne di finire in pentola.

Montalbano, già infastidito dal tempo che passa inesorabile e da un caso all’apparenza semplice, come un furto in un supermercato, trasformato dal solito giornalista prezzolato in una trappola diffamante, si ritrova a venire a capo di un’indagine insidiosa e pericolosa nella quale, guarda caso, mafia, malaffare e politica sono strettamente collegate, tanto da spingere persino l’ineccepibile dottor Pasquano, che non brilla certo per cordialità, ad essere estremamente prudente nel redigere il rapporto dell’autopsia del primo cadavere.

Il nostro commissario si dovrà muovere con cautela nel dipanare la ragnatela; ai trucchi e tranelli dovrà opporre altrettanti espedienti, anche a volte non del tutto corretti, finché il sogno notturno di un famoso film di Brian De Palma, gli fornirà un’intuizione, come “una voce di notte” una vaga idea che inseguita e approfondita darà alla fine la soluzione del caso.

Sempre gradevole e divertente è la cornice del romanzo, i personaggi tra i quali l’agente Catarella tanto impacciato quanto mago dell’informatica, e le ineffabili donne siciliane ognuna con la propria personalità, sempre pronte a un colloquio interessante.

E infine come non citare l’ormai famosa casa di Montalbano, la verandina affacciata sulla spiaggia, luogo nel quale si prendono accordi, con Fazio e Augello, ci si rilassa al tramonto, si gode della fidata cucina di Adelina, si riflette, si cerca di trovare il bandolo della matassa, si attendono telefonate risolutive.

Dopo gli affanni, le corse, i batticuore, le amarezze prodotte dalla società dove sia il potente che il più furbo pensano di essere onnipotenti, la terrazza sul mare che ammalia ad ogni ora, è il porto dove alla fine tutto si placa.

Caterina Puleo

Una voce di notte
di Andrea Camilleri

Editore: Sellerio

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