Il peso della farfalla

Di Erri De Luca

Da piccoli ci ha aiutato Walt Disney a innamorarci del bosco, della natura, del vento, degli odori, degli alberi, delle ombre e delle storie di animali. La potenza affascinante di quei film - capolavoro ci riempiva il cuore e ci traghettava dall’incanto del bosco all’impegno, più adulto, di difenderlo, di sentirlo nostro, anzi di sentirci noi parte della natura e dunque suoi custodi e esploratori rispettosi.

La vita, quasi a tutti, ha insegnato a vivere fra mura domestiche, nel tumulto insano di città che nulla hanno di naturale. Ma il bosco dentro di noi rimane nel bozzolo del sogno, ricordo sacro e amico trascurato, simbolo della parte migliore di noi.

Il racconto di De Luca è un ritorno al bosco, descritto senza retorica, ma splendido, vivo e immediato. Una partita fra uomo e animale dove gli eroi sono pari in dignità e in età, hanno storie simili, abitudini e atteggiamenti simmetrici. Si direbbe che hanno la stessa “filosofia”. L’Autore non prende le parti dell’uno o dell’altro, ma ci fa identificare in entrambi: il re dei camosci e il cacciatore. Entrambi vivono di istinto, di apprendimento e di memoria, ingredienti dell’unica legge sacra della sopravvivenza.

Si stimano e rimandano per tutta la vita l’incontro finale che per entrambi è scritto da sempre. Vietato ad entrambi prolungare la vita senza dignità, senza prestigio, o fuori dall’equilibrio solenne in cui sono vissuti. Equilibrio affidato, come in tutti i sistemi complessi, all’imponderabile, al “peso della farfalla”!

Il re dei camosci, rimasto orfano, perché il cacciatore gli ha ucciso la madre e cresciuto fisicamente più degli altri membri del branco, e il cacciatore, che ha vissuto un lungo periodo di latitanza sulle montagne, che ha dovuto imparare il linguaggio della natura e vive in solitudine e di solitudine, ma saggio della saggezza delle cose, del cielo, delle montagne, delle abitudini degli animali, delle tempeste, del sole.

Nel racconto c’è posto per le considerazioni religiose, profonde e apparentemente ingenue; c’è la volontà ferrea attribuita alle donne; c’è un senso della vita che la Biologia e la pratica quotidiana ci insegnano e che è sempre sano tener presente: più il sistema è complesso, più è effimero il suo equilibrio.

Nello stesso libro, dopo “Il peso della farfalla” si trova “Visita a un albero”, dello stesso incanto e dedicato a un cirmolo di montagna cui l’Autore paragona se stesso. Lo stile è altamente poetico, con metafore geniali, leggere e taglienti e assolutamente creative. Il linguaggio è diretto e il ritmo incalzante. Ci si innamora del racconto e, come accade per un bel sogno, si vorrebbe che non finisse mai, ma la natura ha le sue leggi!

 

Il peso della farfalla
di Erri De Luca

Feltrinelli
ISBN 8807017938

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