Le intermittenze della morte

Di José Saramago

Nello scorso giugno, alla morte di Saramago, non appena il Vaticano pubblicò il suo astioso, muriatico epitaffio sull’Autore, epitaffio che non conteneva nulla di letterario, avendo già letto diversi capolavori di Saramago, fra cui, appunto, “Le intermittenze della morte”, decisi subito che avrei letto di lui tutto quello che ancora mi mancava. La grazia e la leggerezza con cui l’Autore affronta “il tema dei temi” rimangono nel cuore e, come accade sempre coi bei libri, alla fine si vorrebbe continuare la lettura e stare ancora accanto ai personaggi. Strano, se si considera che il personaggio principale è proprio la morte!

In un Paese indefinito, il 31 dicembre inizia lo sciopero della morte: non muore più nessuno. Così siamo immersi lievemente, ma inesorabilmente nei problemi che tale sciopero determina per varie categorie: impresari di pompe funebri, gestori di case di riposo, ospedali, famiglie con anziani malati terminali; e ci si snocciolano vari punti di vista: del filosofo, del politico, del ministro delle finanze, della mafia, della chiesa: niente morte, quindi niente resurrezione, quindi niente chiesa!

Dopo sette mesi, la morte riprende il suo lavoro, recapitando alle sue vittime delle buste viola. Ma qualcosa di davvero strano accade quando è il turno di un violoncellista: vedremo la morte parlare indispettita con la sua falce e poi a stretto confronto con uno spartito di Bach, scritto “nella tonalità della gioia, dell’unità fra gli uomini, dell’amicizia e dell’amore”.

Si tratta della suite numero 6, opera 1012 in re maggiore. Alla sola visione dello spartito, aperto su una sedia, la morte ha un momento di debolezza che l’Autore non perde occasione di paragonare alla fragilità di Achille, quando gli viene sottratta Briseide e poi quando perde Patroclo.

La morte, abituata a far piangere e tremare, trema e piange un pianto convulso davanti alla Musica. Qui Saramago attua uno dei suoi trucchi pedagogici meglio riusciti: ci invoglia irresistibilmente, senza dircelo, a riascoltare tutti i brani che egli cita nel romanzo, facendoci scoprire un altro significato dell’espressione “Musica immortale”.

Gli eventi successivi a tale impari raffronto fra morte e musica sono di grande delicatezza e non vogliamo anticiparli. Vi sono profusi leggerezza, umorismo, fantasia e soprattutto un grande amore per gli esseri umani intenti a creare Bellezza.

 

Le intermittenze della morte
di José Saramago

Einaudi
ISBN 8806184873

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