Dai batteri alle balene

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Di John Tyler Bonner

Quanto incide la dimensione sulla vita degli organismi? La taglia è un elemento-chiave dell’evoluzione ai fini dell’affermazione di una specie, per la selezione naturale. Questo libro spiega, con linguaggio divulgativo adatto anche ai non addetti ai lavori il rapporto fisico, chimico, biologico, etologico fra la dimensione e il mondo, fra la dimensione e la speranza di affermazione di una specie, fra la dimensione e le funzioni vitali, fra la dimensione e la biodiversità.

I bambini sono ben consapevoli che la dimensione è un fattore critico ai fini dell’affermazione sull’ambiente: vedono adulti grandi e grossi che li guidano, li costringono, li acciuffano, li condizionano e sono portati a pensare che la maggior dimensione sia un privilegio. Ma è appunto una visione infantile. E’ questa visione che ha generato un capolavoro come “Alice nel paese delle meraviglie”, dove Alice continua a cambiare dimensione ora per entrare nelle tane dei conigli, ora per riacquistare la sua normale statura. Il sogno di tutti i bambini è poter cambiare dimensione a piacere!

L’Autore analizza il rapporto fra resistenza e dimensione, il rapporto fra superficie e dimensione e infine quello fra complessità e dimensione. Lo fa con assoluto rigore scientifico, ma con un linguaggio affabulante che può esser compreso da tutte le persone ragionevolmente curiose e intenzionate a comprendere una variabile-chiave della Biologia.

Egli ci spiega come aumenti o decrementi della dimensione nel corso dell’evoluzione sono accompagnati da incrementi o decrementi nella suddivisione dei compiti. Tale suddivisione riguarda sia gli organismi pluricellulari, nel senso che diverse cellule imparano a svolgere compiti diversi, sia gli unicellulari, nel senso che diverse parti di una cellula assolvono a compiti diversi all’interno dell’organismo. Curioso e interessante è il rapporto fra la dimensione e il canto degli organismi.

L’Autore dimostra attraverso una serie di osservazioni rigorosamente comprovate che ognuno di noi, esseri viventi, riesce a udire i suoni compresi in un intervallo di frequenze corrispondenti alla propria dimensione: i pipistrelli, piccoli mammiferi, producono ultrasuoni ad alta frequenza per “vedere” il mondo e controllare i loro figli; gli elefanti e le balene, invece, essendo grandissimi mammiferi, emettono suoni di bassa frequenza sia per il corteggiamento sia per il controllo della prole.

Ciò perché i suoni di bassa frequenza, a differenza di quelli di alta frequenza, possono coprire distanze molto grandi, come quelle che possono instaurarsi fra genitori e figli nel corso di una migrazione verso luoghi più ricchi di cibo. Noi umani che abbiamo una taglia intermedia, emettiamo e udiamo suoni di frequenza intermedia.

Colpisce il fatto che la dimensione sia correlata al metabolismo: piccola dimensione comporta alto metabolismo e viceversa. Ancora una curiosità? Il legame fra velocità e dimensione: gli animali più veloci sono tutti lunghi più o meno un metro, sia che corrano, sia che volino o che nuotino. Animali più grandi, come le balenottere, non sono avvantaggiati in termini di velocità.

Insomma, che siamo batteri o balenottere azzurre, è essenziale avere un mondo adatto alla nostra taglia, altrimenti non potremmo sopravvivere e ci estingueremmo. Anche la nostra autopercezione dipende dalla nostra dimensione. Comprenderlo è eccitante quanto possedere la giusta chiave di lettura del mondo vivente. Un libro per curiosi e per persone aperte e pronte a imparare.

 

Dai batteri alle balene
di John Tyler Bonner

Editore: Cortina Raffaello

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