Gli Amanti di Bisanzio

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Di Mika Waltari

Romanzo storico tra i più complessi e affascinanti di Mika Waltari, narra degli ultimi giorni di Bisanzio – Costantinopoli, capitale dell’impero d’oriente, nella primavera del 1453, quando l’imperatore Costantino XI affronta in armi il proprio destino, di fronte alle truppe sterminate di Mehemet II il Conquistatore.

Il protagonista Johannes Angelos, uomo dalle molte esperienze, ha vissuto nel fasto della corte papale ad Avignone, ha votato se stesso allo studio, ma a Bisanzio lega il suo destino a quello della bella Anna Notaras, figlia del Megaduca, ossia il capo incontrastato della flotta imperiale, secondo in autorità solo all’imperatore stesso.

Amore e guerra: il fuoco accende i cuori di Johannes e Anna mentre divampa attorno alle mura della città circondata dallo sconfinato esercito ottomano. Il primo incontro tra i due avviene a Santa Sofia durante i disordini precedenti l’assedio.

Bisanzio è infatti divisa tra la fazione che preferirebbe “il turbante turco alla mitra papale” e quella che si affida alla protezione del pontefice, sollecitata dall’imperatore Costantino XI oltre che all’invio (fantomatico) di una robusta flotta.

Cresciuto in Francia, poi spostatosi in Italia, a Firenze, il quarantenne Johannes è stato fatto prigioniero nella disastrosa battaglia di Varna, ma il Sultano lo ha risparmiato in quell’occasione, accogliendolo tra i suoi consiglieri, poi Johannes obbedendo ad un misterioso richiamo, fugge per andare a Bisanzio incontro al suo destino. Anna è bionda, occhi scuri, la pelle d’avorio con riflessi dorati e il profumo di giacinto.

Dopo averla sottratta, nella ressa, alla folla che le ha strappato il velo, lui le dice che non ha più niente da chiedere alla vita, perché non ha mai visto una donna più bella. Anche Anna è stata folgorata all’istante “un vero angelo, ecco perché sei così pallido e serio”, gli si accosta per lo scambio di convenevoli tradizionali nel giorno di San Spiridione, ma le sue guance sono in fiamme e il bacio non ha niente di cristiano.

Non solo passione, anche conflitto. Tutt’intorno due civiltà si scontrano mentre sta per affermarsi la dominazione turca sul Bosforo. Battaglie, sangue, tradimenti, complotti, falsità, doppiezze da tutte le parti: i Cattolici (Latini), gli Ortodossi (Greci), i Genovesi e i Veneziani del quartiere di Pera, i Turchi. Guerra, opportunismo, ricchezze colossali, interessi economici celati (ma neanche tanto!) dietro la croce con tutti gli orrori dell’odio etnico e del fanatismo religioso. No! Non c’è niente di nuovo in ciò a cui assistiamo ai giorni nostri!

Tanti i personaggi complessi e ricchi di fascino. Non tutti i buoni sono da una parte e i cattivi dall’altra. Per sette anni Johannes è stato al servizio del Sultano Murad, un appassionato di lettere e filosofia costretto a dedicarsi alla guerra, ma che sogna di abdicare per ritirarsi lontano dalle armi.

E queste, con gli eserciti e le guerre, sono invece l’occupazione preferita del figlio e successore, l’impaziente Mehemet, che diventerà Maometto II, il lucido e cinico conquistatore della città, che da allora diventerà Istanbul.

L’ambientazione nella città sul Bosforo è precisa e puntuale, il romanzo è scritto in forma di diario: una tecnica che permette a Waltari di dare piena voce agli eventi che incalzano, ai complotti, i segni di distruzione, alle voci che seminano improvvisamente il panico nella città.

La prima data è il 12 dicembre1452, l’ultima il 30 maggio 1453 quando a Costantinopoli ormai Istanbul, le truppe del sultano si danno al saccheggio.

Caterina Puleo

Gli Amanti di Bisanzio
di Mika Waltari

Editore: Iperborea

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