Storia della mia calvizie

Storia della mia calvizie

Di Marek van der Jagt

Ma che storia può essere mai quella di una calvizie? Una piccola storia, che parla della vita privata di un ragazzo debole, di intelligenza brillante, ricchissimo, di bell’aspetto, di famiglia agiata in una civilissima Vienna contemporanea.

Le connotazioni generali della storia sono tali da non indurre in noi alcuna curiosità: non c’è il tema del riscatto sociale, né crisi generazionali, né dibattito politico, eppure … non si riesce a smettere di leggere questo romanzo troppo divertente!

Marek vive in una casa sontuosa nel centro storico di Vienna col fratello disinibito e brillante e coi genitori troppo presi di sé: il padre sempre assente per lavoro e la madre egocentrica, incantevole e incapace di ascoltarlo che poi sarà sostituita da un’insopportabile matrigna.

Tra i complessi adolescenziali e la scuola, Marek costruisce un universo parallelo fatto delle sue letture e dei suoi sogni. Egli decide che il suo stile di vita, d’ora in poi, sarà ispirato all’amour fou. In effetti, conosce due turiste lussemburghesi alle quali, insieme col fratello, si offre di far da guida per visitare Vienna.

Le ragazze sono molto interessate all’avventura a sfondo sessuale e così avviene che Marek scopra di avere un pene terribilmente e irrimediabilmente piccolo. Da qui ci si aspetterebbe un avvitamento tragico della sua vita: si tratta pur sempre di un adolescente che non riesce a parlare coi propri genitori e che è esposto al ludibrio di coetanei e conoscenti. Ma è proprio lì la maestria dell’Autore.

Egli ci fa vivere il problema del ragazzo attraverso le sue considerazioni folli, spiritose e grottesche che non risparmiano critiche a nessuno: al fratello musicista, sempre troppo preoccupato di essere il più bravo di tutti per essere felice; al padre incurante dei rapporti umani; alla madre artista e piena di sé che neanche lo ascolta; alla scuola, istituzione anacronistica da cui non ci si può aspettare nessun aiuto; agli psicologi inetti o imbroglioni; alle ragazze superficiali, dalla vita affettiva totalmente piatta o vuota.

Il tutto, però, è pervaso da un umorismo tagliente (che culmina nell’episodio autenticamente esilarante della signorina Oertel) da grande sensibilità e ironia, da grande cultura e da uno stile magistrale. Infatti, l’Autore è Arnon Grunberg, scrittore famosissimo che, stanco di successo, ha voluto pubblicare questo libro sotto falso nome. Ma lo stile è troppo evoluto per un esordiente e lo ha smascherato.

Rosa La Rosa

Storia della mia calvizie
di Marek van der Jagt

Editore: Instar Libri

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