All’ombra dei fiori di jacaranda

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Di Rosalba Perrotta

Arabella rimane orfana da piccola, a causa di un incidente occorso ai suoi genitori e viene affidata alla ricchissima ed eccentrica zia Colomba. Siamo a Catania, negli anni ’50 e le idee libertarie, i comportamenti discutibili, i viaggi, le frequentazioni della zia fanno molto chiacchierare una città pervasa di perbenismo, di morale cattolica, di ipocrisia e soprattutto forgiata al ferro e al fuoco del maschilismo più pericoloso: quello accettato, trasmesso, praticato e predicato dalle donne per bene dell’epoca.

La piccola Arabella, però, trae vantaggio dall’ambiente in cui la zia le consente di crescere: apprezza la bellezza delle numerose opere d’arte di cui la casa è ricca, si forma una propria opinione autonoma delle persone e delle cose, matura senso critico e artistico e impara ad analizzare senza giudicare e senza condannare le altrui opinioni e gli altrui comportamenti.

Ha la fortuna di frequentare un collegio svizzero esclusivo nel quale assorbe un’educazione ispirata a principi di tolleranza e a valori culturali di alto profilo e conosce personaggi eccellenti fra i quali addirittura Bertrand Russell.

Arabella riesce così a creare per sé un percorso libero e autonomo, maturando un’indipendenza interiore che le consente di affrontare i conflitti del mondo del lavoro e quelli della realtà sociale in cui vive.

Sceglie amicizie di estrazione internazionale, impara le lingue, s’innamora e cresce anche il suo bambino secondo principi del tutto differenti da quelli che sarebbero piaciuti ai benpensanti del suo ambiente natale.

Altra nota di rilievo: Arabella è claudicante a seguito dell’incidente in cui sono morti i suoi genitori. Due handicap, dunque: essere donna ed essere zoppa! Il bello è che attraverso la storia della sua vita, ci scorre davanti agli occhi, come sfondo, la seconda metà del Novecento: eventi, tendenze, gruppi musicali e avanguardie artistiche.

La narrazione è talora un po’ lenta, ma la si affronta volentieri, perché sorge nel lettore quel tanto di affetto per il personaggio e per i luoghi che alimenta la curiosità. Una riflessione a caldo: ce ne fossero, anche meno ricche, e non solo in Sicilia, di zie Colomba!

Quanto perbenismo in meno, quanta violenza in meno, quanta civiltà in più avremmo conquistato con una educazione (soprattutto femminile!) meno conformista!

Rosa La Rosa

All’ombra dei fiori di jacaranda
di Rosalba Perrotta

Editore: Salani

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