Per mano mia

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Di Maurizio De Giovanni

Non manca niente a Napoli la vigilia di Natale del 1931: la città si prepara ad assistere alla prima di “Natale in casa Cupiello”, in un clima apparente di festa e di abbondanza che nasconde la miseria e la fame di una città allo strenuo durante il “glorioso ventennio”.

Nella casa di un funzionario della Milizia vengono trovati due cadaveri: la moglie del padrone di casa, vicino all’ingresso, sgozzata con un solo colpo e il funzionario Garofalo, massacrato nel suo letto con più di sessanta coltellate. Il commissario Ricciardi è incaricato delle indagini che da subito si dimostrano difficili, perché il funzionario Garofalo era un uomo molto odiato, nei cui confronti molti avevano motivo di risentimento.

Collaboratore devoto e leale di Ricciardi è il brigadiere Raffaele Maione, personaggio che, a fine lettura, entra nel cuore più di Ricciardi stesso.

Ci si muove per i vicoli di una città povera e travagliata, che si prepara al Natale coi suoi menù, col mercato del pesce e soprattutto con la devozione sacra per il presepe. Ci sembra di esserci a San Gregorio Armeno, durante gli appostamenti di Maione di cui condividiamo il dramma.

Egli ha perso il giovane figlio poliziotto in un’imboscata. Il presunto assassino è stato da lui scovato e carcerato. Ma Maione viene a sapere in modo rocambolesco che il vero assassino non è quello che è stato carcerato, ma il fratello minore, ancora a piede libero.

Il desiderio di vendetta esplode in Maione: il presunto assassino è morto in carcere e non si possono istruire due processi per lo stesso delitto. La rabbia e l’odio che oscurano la mente e la naturale onestà e bontà del brigadiere combattono nel suo cuore e ci coinvolgono in appostamenti, pedinamenti, scoperte e sorprese, senza distogliere Maione dall’indagine che svolge in collaborazione con Ricciardi.

Questi procede, per parte sua, con le ricerche che lo portano ad approfondire le sue conoscenze sul presepe e sulla sua simbologia, sul significato della figura di San Sebastiano dal corpo straziato, sulle abitudini alimentari natalizie sia della Napoli ricca e fastosa, sia di quella vera della povera gente, quella dei pescatori, perché anch’essi hanno motivo di odio nei confronti di Garofalo.

Come un fulmine, all’improvviso, il comportamento di un capitone al mercato del pesce il 23 dicembre, quando la gente si accalca, perché si deve cucinare per la vigilia, cercando l’offerta migliore, fa intuire a Ricciardi la causa vera dell’assassinio e dunque il colpevole.

E’ Natale, le tavole si imbandiscono, le famiglie si riuniscono, mentre Ricciardi, conteso fra due donne molto diverse, “subisce” le avances di entrambe e Maione porta a casa una fantastica sorpresa. Batticuore e lieto fine: non certo unici, ma determinanti ingredienti per un romanzo non comune.

Rosa La Rosa

Per mano mia
di Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

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