Skip to main content

Se "Bella ciao" si canta allo stadio

| Enzo Ganci | Editoriali

MONREALE, 25 aprile - Forse la considerazione più amara, sul tema del 25 aprile, è che fino a qualche tempo fa "Bella ciao" era la canzone-simbolo della Resistenza e dei terribili lutti figli di quel periodo. Adesso, invece, quel motivo si canta allo stadio, gridando a squarciagola "Chi non salta è catanese".

Probabilmente uno dei tanti piccoli segni del cambiamento dei tempi sta pure in questo piccolo particolare. D'accordo che, specie negli stadi, siamo abituati a sentire di tutto, sopratutto gli insulti più beceri, ma scomodare l'inno di una generazione che ha visto cadere tanti suoi figli, accostandolo al disprezzo per la provenienza etnea, è una cosa che addolora.

Anche a Monreale, che difficilmente fa eccezione se c'è da effettuare un passo indietro culturale, il 25 aprile e tutto quello che significa questa data, sembra un pacco pieno di polvere, che sta in soffitta tutto l'anno e poi, per qualche minuto, viene ripulito e rimesso in salotto.

Quel monumento ai caduti della Resistenza, posto all'inizio della via Pio La Torre, grida vendetta. Il suo degrado - ce ne siamo accorti stamattina durante la breve cerimonia di commemorazione in ricordo di Biagio Giordano - tocca livelli record. Nessun addobbo, qualche rifiuto depositato, scritte antiestetiche, fanno di un luogo che dovrebbe essere di insegnamento per i giovani e di meditazione per i meno giovani, un luogo di degrado imperante.

Ecco perchè l'idea lanciata dall'Arma dei carabinieri di riqualificarlo e di renderlo degno dei significati che porta, sposata dal circolo Auser "Biagio Giordano" di Monreale, la troviamo interessante e di grande importanza culturale. Abbellire quel luogo, metterci dei fiori e pulirlo da quelle scritte barbare sarebbe un gesto dal grande contenuto educativo e sociale.
Magari allo stadio si continuerà a cantare "Chi non salta è catanese" sulle note di "Bella ciao", ma a Monreale avremo dato un robusto spintone ad una deriva culturale che sembra non avere fine.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 3 aprile – L’ingresso del sindaco Alberto Arcidiacono in Forza Italia, con tanto di comunicato stampa corredato di foto, mossa che mancava solo del crisma dell’ufficialità, segna un preciso spartiacque nella politica recente della nostra cittadina.

Edizione locale

Rubrica

Rubrica