Giuseppe Romanotto - Orizzontale 2019

La parrocchia di Santa Teresa raggiunge il mezzo secolo di vita: oggi una celebrazione per festeggiare il traguardo

Da don Sebastiano Gaglio a don Innocenzo Bellante: 50 anni di vita parrocchiale. LE FOTO

MONREALE, 16 dicembre – Cinquant’anni fa era solo uno scantinato, un grande garage di uno stabile di via XVI marzo. Oggi è una splendida realtà aggregativa, fatta di centinaia di fedeli. È la parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù, da decenni un punto di riferimento nella vita sociale, culturale e religiosa di Monreale, che ha tagliato il traguardo del mezzo secolo di vita.

Qualcuno ancora lo ricorda quel giorno dell’Immacolata del 1968, quando l’arcivescovo di allora, monsignor Corrado Mingo, istituì la parrocchia, affidandone la guida ad un giovane sacerdote, don Sebastiano Gaglio da Montelepre, che del presule era segretario. Da allora la strada percorsa è stata tanta: momenti di grandi difficoltà, ma anche tanti indimenticabili, come quello del trasferimento nella nuova sede, quella attuale. Una chiesa edificata con il contributo di vari enti, di tanti benefattori e –curiosità non secondaria – anche con i 210 milioni di vecchie lire che don Sebastiano, presentandosi sulla vita dei santi Cirillo e Metodio, vinse nel corso della trasmissione di Raiuno “Europa Europa”, che andava in onda nel 1990, che servirono per l’acquisto dell’organo a canne, che ancora oggi intona le melodie delle funzioni.

L’evento, che non poteva e non doveva passare sotto silenzio, è stato festeggiato oggi con una solenne celebrazione eucaristica, alla presenza delle autorità cittadine, presieduta dall’arcivescovo, monsignor Michele Pennisi, accanto ad un concistoro di celebranti con in testa l’attuale parroco, don Innocenzo Bellante, il fondatore della comunità parrocchiale, don Sebastiano Gaglio, che ne ha retto le sorti per 39 anni, nonché don Mario Campisi, che da qualche anno è uno dei componenti della “fraternità sacerdotale” che opera all’interno della parrocchia. Presenti pure don Eliseè Ake Brou, che del gruppo ha fatto parte per un po’ di tempo e don Alfonso Cannella, parroco “storico” ed emerito di San Castrense .
Nel corso di questi cinquant’anni alla guida della comunità parrocchiale si sono avvicendati, oltre a don Sebastiano Gaglio, il compianto don Antonino Licciardi, don Giuseppe Spera, don Ferdinando Toia, don Giovanni Vitale, che per un breve periodo è stato amministratore parrocchiale, fino don Innocenzo Bellante, attuale titolare.
“Gratitudine verso chi ha lavorato per questa parrocchia – sono state le parole di don Innocenzo, che ha voluto citare tutti i suoi predecessori – Oggi siamo un cantiere aperto in un momento di grande travaglio per la chiesa. Lavoriamo per dare una struttura più accogliente, sempre con un forte legame col territorio, cercando di potenziare l’esistente verso chi è distante dalla parrocchia”.

“La realizzazione sembrava un azzardo – ha ricordato don Sebastiano Gaglio, rievocando gli anni della fondazione - , era un compito arduo e gravoso, ma di strada se ne è fatta tanta e adesso un sogno meraviglioso è diventato realtà grazie all’unione di uomini ed idee. In questi anni si sono alternati momenti di entusiasmo e scoraggiamento, voglia di mollare e di andare avanti. Io sono stato solo un umile strumento nella mani di Dio”.
Monsignor Pennisi, che ha ricostruito le varie fasi della storia della parrocchia, ha annunciato che Santa Teresa, grazie ad un accordo con l’amministrazione comunale, sarà presto sede del progetto “Opifici di pace”, attento alle problematiche ambientali e finalizzato all’incremento delle percentuali di raccolta differenziata.

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