Amministrative amarcord: 1998, l'interregno di Salvino Pantuso

Memorabile la visita di Re Juan Carlos di Spagna. LE FOTO

MONREALE, 6 aprile – Il 7 giugno 1998 Monreale cambiò direzione rispetto al passato. A Palazzo di Città arrivò Salvino Pantuso, che al ballottaggio ottenne 8.541 voti, prevalendo su Franco Nocera, giunto fino a 5.390.

I due si erano sfidati al secondo turno, dopo aver scremato la concorrenza di Roberto Gambino (Democratici di Sinistra, Movimento per Monreale, Rete, Rifondazione Comunista, Verdi e Movimento per l'Ulivo) con 3.572 voti e Nino Sirchia (Popolari) con 2.380.
Pantuso, avvocato penalista, allora quasi 44enne, si presentò alla guida del "Patto Segni". Franco Nocera, invece, docente all'Accademia di Belle Arti, raccolse attorno al suo nome Forza Italia, Alleanza Nazionale e CDU.

Della sua elezione si ricorda il comizio di festeggiamento, nel quale il deputato Silvio Liotta, scomparso qualche mese fa, con eleganza british, disse testualmente dal palco di piazza Vittorio Emanuele che alla precedente amministrazione era stato dato "un gran calcio nel sedere".
Non appena insediato, il neo sindaco mise subito le mani avanti: "Ho trovato il Comune pieno di debiti", tuonò.

Nel dettaglio, come recitava un comunicato diffuso alla stampa, ci sarebbero stati 163 milioni di vecchie lire da pagare alla Telecom, 466 all'ENEL, 651 alle Autolinee Giordano ed oltre un miliardo e trecento milioni all'Amia. Ma anche 250 alla ditta Hera S.p.A. per la costruzione delle 24 aule della scuola elementare "Morvillo". Tra le voci, pure quella che riguardava le anticipazioni per cantieri scuola regionali, ammontanti a 1.300 milioni.

La sua esperienza in Sala Rossa durò poco. Per l'esattezza, undici mesi e sei giorni. Il 26 aprile dell'anno dopo, infatti, 13 consiglieri su 20 presentarono una mozione di sfiducia. Pantuso tentò l'ultima carta, "aprendo" al centrosinistra, ma per lui e per la sua amministrazione non ci fu nulla da fare: il 13 maggio, in una seduta consiliare storica, andata avanti fino a notte fonda, fu sfiduciato con il voto di 13 consiglieri comunali. Contrari all'interruzione della sua esperienza furono soltanto in cinque: il presidente del Consiglio Comunale Mimì Palma (PPI), astenuto, Pietro Madonia, Angelo D'Alcamo e Castrense Di Nicola (Patto Segni) e il compianto Filippo Ferraro (UDF) che presentarono ricorso in via amministrativa, respinto poi qualche giorno prima che si celebrassero le nuove elezioni nel novembre dello stesso anno.

Dopo l'esperienza Pantuso, per pochi mesi, fino alle elezioni successive, Monreale fu guidata dal commissario straordinario inviato dalla Presidenza della Regione, Carlo Pecoraro.
Dell'amministrazione a guida Pantuso le cose più importanti che si ricordano sono la revoca della convenzione con la Comest per l'erogazione del metano, l'acquisto dell'ex mobilificio Mulè (sarebbe dovuto diventare sede del Tribunale di Monreale), la chiusura temporanea del centro storico, con la pedonalizzazione delle piazze principali. Di rilievo anche la visita ufficiale del Re Juan Carlos di Spagna, accompagnato dalla moglie, la regina Sofia, avvenuta nell'ottobre 1998, alla quale si riferisce la nostra galleria fotografica, gentilmente concessaci dallo Studio Fotografico Enzo Lo Verso, che ringraziamo.

(continua)

 

Commenti  

#1 Pietro Tamburello 2019-04-06 18:13
Fervido ricordo di quella breve, ma intensa stagione politica.
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