Posta la prima pietra del centro di degustazione "Centopassi"

I lavori dureranno un anno

SAN CIPIRELLO, 24 maggio - Si è svolta questa mattina, in contrada "Dammusi" a San Cipirello, la consegna dei lavori con la posa della prima pietra del centro di degustazione e dell'ampliamento della cantina "Centopassi", gestita dai giovani della cooperativa Placido Rizzotto - Libera Terra.

Alla cerimonia hanno preso parte, fra gli altri, il presidente del Consorzio "Sviluppo e Legalità Salvatore Graffato, il presidente della commissione Attività Produttive dell'ARS Salvino Caputo e Francesco Galante della Cooperativa "Placido Rizzotto-Libera Terra" Questo è il terzo bene confiscato finanziato con i fondi del Ministero dell'Interno che ha stanziato per questa opera un milione e 416 mila euro. La struttura produttiva sorgerà su una vasta area confiscata al boss Giovanni Brusca e ceduta dal Comune di Monreale al Consorzio Sviluppo e Legalità, dove già esiste una cantina che produce vini di alta qualità. Il progetto generale è stato finanziato con i fondi del Programma Operativo Nazionale FESR "Sicurezza per lo sviluppo Obiettivo Convergenza 2007-2013".

I lavori del nuovo centro aziendale dovranno essere definiti entro un anno, dall'impresa edile MA.VAN, il progetto e la direzione sono curati dall'ingegnere Pietro Faraone.  "Realizzare un'attività produttiva – ha dichiarato Caputo- in un terreno confiscato al boss Giovanni Brusca, che ha azionato il telecomando determinando la strage di Capaci è il miglior modo per commemorare i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gi uomini della scorta" . "La cooperativa Placido Rizzotto-Libera Terra è la prima ad essere sorta per la gestione dei beni confiscati alla mafia – ha aggiunto il presidente Graffato - ed il consorzio Sviluppo e Legalità che presiedo ha assegnato a questi giovani numerosi beni che oggi sono diventati il simbolo della legalità. Grazie alla istituzione del nostro consorzio è stato possibile riunire sotto una unica regia, il vasto patrimonio confiscato ai boss mafiosi nel vasto comprensorio dell'Alto Belice Corleonese".

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Monreale Filippo Di Matteo, che riveste anche la carica di vicepresidente del Consorzio Sviluppo e Legalità, il quale ha rilevato che: "Se oggi tutto questo è diventato un progetto reale e concreto è grazie all'impegno di amministratori, funzionari pubblici e associazioni che hanno lottato per promuovere una nuova cultura della legalità" .

"Il nostro – ha concluso Caputo- è diventato un progetto pilota del Ministero dell'Interno che ha finanziato numerosi progetti e ci ha consentito di creare lavoro ed occupazione in un territorio ad alta densità mafiosa".

 

Nella foto da sinistra Pietro Faraone, Salvino Caputo, Carmelo Callari, Francesco Galante, in basso il presidente del Consorzio Salvatore Graffato

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