“L’era delle ordinanze fuori dalla norma deve finire, intervenga la magistratura”

Duro intervento dei sindacati sulla questione rifiuti in Sicilia

PALERMO, 17 settembre - “La politica a tutti i livelli è corresponsabile del disastroso sistema dei rifiuti realizzatosi in Sicilia e dato che abbiamo ripetutamente denunciato le distorsioni con continue segnalazioni di mancato rispetto delle norme nei comuni dell’Isola, dove questo si è verificato, non ci resta che chiedere alla magistratura di intervenire”.

Ad affermarlo sono Dionisio Giordano segretario Fit Cisl Ambiente, Claudio Di Marco segretario Fp Cgil e Pietro Caleca della Uiltrasporti che chiedono che si apra un’ampia panoramica suquello che definiscono “un sistema che si regge sui tributi pagati dai cittadini, essenziale per la collettività per troppi anni gestito con modalità commissariali e negli ultimi mesi con inconcepibili ed allegre ordinanze”.

“Nelle province di Palermo, Enna, Agrigento, Messina, Caltanissetta – spiegano i sindacalisti – si registrano affidamenti diretti alle ditte da parte di diversi comuni che aggirano le prerogative previste dal testo unico ambientale e le norme sugli appalti pubblici, e consegnano milioni di euro per la gestione del servizio di raccolta rifiuti che resta transitorio, sovraccaricato sui cittadini, sfavorevole per i lavoratori del settore senza retribuzione ed oggi anche licenziati, privo di logiche industriali ed orientato verso una gestione a dir poco ‘grigia’”.

“La Regione intanto, controllore del sistema dei rifiuti nell’isola, resta impotente di fronte all’anarchia dei sindaci dei comuni che da un lato si ergono a paladini di giustizia e moralità rinnegando il vecchio sistema degli Ato, di cui dimenticano troppo spesso essere stati i soci, e dall’altro affidano a ditte terze attraverso discutibili ordinanze urgenti il servizio dei rifiuti per somme cospicue e per periodi medio-lunghi”.

“La legge del 2010 – proseguono – pur con i suoi limiti individuava nella dimensione territoriale delle SRR, nell’impiantistica e nella raccolta differenziata i fondamenti della riforma del settore e del rilancio di un sistema che in altre parti crea ricavi ed occupazione, ma poi la riforma Crocetta, la individuazione degli Aro, la scelta politica di ritornare a singole forme di gestione comunale ha disarcionato il sistema frantumandolo, duplicando i debiti, creando disoccupazione, maggiore tassazione sui cittadini, maggiore infiltrazione di ditte ‘amiche di amici’”.

“Auspichiamo – concludono - che l’assessore possa essere accompagnata nel suo tentativo di riformare in tempi rapidi gli aspetti della norma che hanno impedito il cambiamento, ma sia chiaro che l’assemblea regionale, il governo regionale e l’Anci Sicilia, devono cambiare passo. Le parti sociali hanno già dimostrato di essere pronte a far fare sacrifici ai lavoratori per mantenere i livelli occupazionali ma resta inteso che la rivisitazione dei costi del servizio necessita della giusta sensibilità da parte di tutti gli attori in campo”.