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Ha preso il via la raccolta firme per la petizione contro il gioco d'azzardo

| Enzo Ganci | Associazioni culturali

Il tavolino firme a piazzetta Vaglica sarà allestito anche nei prossimi sabati

MONREALE, 12 ottobre – L'obiettivo minimo è quello di raggiungere almeno cento firme da presentare in Consiglio comunale. L'obiettivo vero è quello di assestare un colpo decisivo al gioco d'azzardo, che quotidianamente miete, anche a Monreale, decine di vittime.

Con questi propositi è iniziata ieri pomeriggio l'azione condotta dai ragazzi dell'Arci Link di Monreale, che hanno organizzato un tavolino firme in piazzetta Vaglica. Vogliono sensibilizzare un ambiente fin troppo piatto di fronte a questo grave problema.
L'azione sul territorio è iniziata ieri pomeriggio, durante la quale circa cinquanta persone hanno sottoscritto la richiesta e tra questi gli assessori Ignazio Zuccaro e Giuseppe Cangemi. Il tavolino firme sarà allestito anche nei prossimi sabati, ma è intenzione dei ragazzi dell'Arci coinvolgere i centri di aggregazione degli anziani, così come le parrocchie e tutti gli enti interessati a combattere seriamente tutte le forme di dipendenza, ivi compresa quella dal gioco d'azzardo.

Con questa iniziativa, in sostanza, si chiede al sindaco, alla giunta e al Consiglio comunale di aderire al "Manifesto dei sindaci a contrasto del gioco d'azzardo"; di sostenere tutte le iniziative e le attività finalizzate alla promozione di interventi educativi e d'informazione, culturali, formativi e regolativi per la prevenzione del fenomeno del GAP (Gioco d'Azzardo Patologico); e soprattutto di approvare il "Regolamento comunale sulle sale giochi e sull'installazione degli apparecchi e congegni di intrattenimento e svago".

Il regolamento che l'Arci Link sottopone all'attenzione dei firmatari trae spunto da quello approvato dalla città di Genova, che per ultimo ha superato il giudizio della giustizia amministrativa, migliorandolo e rendendolo ancora più innovativo grazie alla collaborazione con l'ASP di Palermo, con professori universitari e con politici d'esperienza come Antonella Monastra e la sua collaboratrice Stella Amato.
Il contrasto del gioco d'azzardo avverrebbe attraverso restrizioni temporali di utilizzo delle slot, ma anche attraverso il divieto di aprire agenzie di scommesse, sale VLT (videolottery) e locali simili, ad una distanza inferiore di 300 metri da luoghi di pubblico interesse (es. scuole e chiese) e ad una distanza inferiore ai 100 metri da sportelli bancari, postali o compro oro. Queste sale giochi o esercizi commerciali, inoltre, dovranno posizionare le attrezzature in locali con accesso dalla pubblica via, quindi nè in locali interrati o seminterrati nè in locali oscurati.

Sarebbero poi previste numerose agevolazioni economiche per gli esercizi commerciali che dismettano le slot machine (es. riconoscimento del marchio etico "NO SLOT"), mentre aumenterebbero i controlli, i divieti e le tasse locali per chi le installi o le mantenga.
L'Amministrazione comunale, infine, si impegnerebbe a non pubblicizzare in spazi pubblici materiali o iniziative legate al gioco d'azzardo; ad istituire una giornata dedicata al contrasto alla diffusione di questo fenomeno e una "Consulta cittadina permanente per la prevenzione, cura e contrasto al GAP", composta da Comune, Scuola, Carabinieri, Monopoli di Stato, ASP e associazioni con provata esperienza nel campo.

"Questo regolamento è solo la tappa conclusiva di un percorso che la nostra associazione ha avviato, grazie alle numerose competenze presenti al proprio interno, dentro delle scuole monrealesi e non - affermano Fabrizio Lo Verso e Rosi Madonia, primi firmatari della petizione a nome dell'ARCI - Siamo sicuri che l'intero Consiglio comunale e la Giunta approveranno uno dei regolamenti più innovativi e avanzati in circolazione, uno 'strumento di libertà' utile sia per salvaguardare le fasce più deboli della popolazione da una patologia pericolosissima causata dall'abuso di queste apparecchiature, sia per andare a togliere alla criminalità organizzata un possibile strumento di estorsione e ricatto".

· Enzo Ganci · Editoriali

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