Altofonte, dal Consiglio comunale un ''no'' secco alla cessione delle reti idriche

Approvato all’unanimità un documento con cui si dà mandato al sindaco di intraprendere qualsiasi azione per salvaguardare la gestione autonoma del servizio idrico

ALTOFONTE, 3 luglio – Oltre alla carenza di acqua nelle sorgenti parchitane, che rende molto probabile una turnazione nella distribuzione, incombe su Altofonte il “rischio” che il servizio idrico integrato non venga più gestito dal comune. Un’ipotesi che allarma la cittadinanza per le conseguenze derivanti. La questione importantissima è stata affrontata ancora una volta ieri in consiglio comunale.

Già nei mesi passati si era paventata l'ipotesi di dover affidare la gestione del servizio all'ATI Palermo per via del mancato soddisfacimento dei requisiti previsti dal decreto legislativo 156/2006. Il consiglio aveva già votato all’unanimità, nella seduta del 3 giugno 2019, la richiesta di salvaguardia del servizio idrico, opponendosi alla cessione in affidamento dello stesso a terze società. Successivamente, sempre in maniera compatta e coesa, il 18 dicembre dello scorso anno, i consiglieri avevano manifestato la propria volontà al mantenimento dell'erogazione del servizio idrico in gestione diretta e autonoma, demandando al sindaco di intraprendere qualsiasi azione lecita e necessaria utile per il perseguimento dell'obiettivo sopra riportato.


A fine dell’ultima seduta, le forze politiche presenti in Consiglio, per informare la cittadinanza sulle decisione prese, hanno incaricato il presidente Luciano Corsale di redigere un comunicato ufficiale
“Il presidente del Consiglio – si legge nella nota – comunica che ieri sera il Consiglio comunale riunitosi in seduta ordinaria ha votato all’unanimità la proposta di deliberazione, a firma del sindaco, per dare ulteriore mandato allo stesso per l'esperimento di ogni azione necessaria volta alla salvaguardia e al mantenimento della gestione autonoma del servizio idrico integrato. Il presidente del Consiglio, inoltre, comunica che il consiglio ha presentato congiuntamente un emendamento alla proposta di deliberazione, al fine di aggiungere al termine del comma 6 della proposta la seguente dicitura “in ogni caso si diffidano il sindaco, la giunta e gli organi competenti dal cedere le reti e l'acqua a chiunque". Con tale emendamento, il Consiglio ha voluto dare ulteriore forza alla delibera, dichiarandosi assolutamente contrario alla cessione della gestione ad enti esterni”

 

 

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